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Bastioni e Navigli a Padova, baristi "Il Comune ritiri le autorizzazioni" Boron: "Offerte in base ai clienti"

Le associazioni di categoria Ascom, Appe e Confesercenti chiedono al sindaco Bitonci di rivedere le concessioni per la somministrazione di bevande lungo il Piovego e dietro allo stadio Appiani. Replica l'assessore

"Lo svuotamento del centro storico adesso è formalizzato". Non usano mezzi termini i presidente di Appe, Erminio Alajmo, e Ascom, Patrizio Bertin, di fronte alla riproposizione del decentramento estivo dell'aperitivo padovano ai Bastioni dietro all'Appiani e ai Navigli lungo il Piovego in zona Portello. "E per di più – commenta amaro Bertin - nel momento in cui entra in vigore la cosiddetta 'patente a punti', che introduce nuove responsabilità e oneri a carico degli esercenti". Secondo Appe e Ascom sono cambiati i presupposti che negli anni passati avevano favorito le due location, cioè togliere "pressione" al centro. Oggi la situazione si sarebbe rovesciata, con esercizi che, durante i mesi estivi, a causa di questi eventi che si svolgono fuori dal centro storico, sarebbero costretti a chiudere l'attività per mancanza di lavoro.

LE CONCESSIONI. La "doccia fredda" della riproposizione, anche quest'anno, di Bastioni e Navigli, è giunta alle associazioni di categoria mercoledì, nel corso del "tavolo del commercio" con l'assessore Eleonora Mosco, dove l’assessore con delega al Verde Fabrizio Boron ha comunicato che l'area dei Navigli era già stata concessa dal demanio, di cui è la competenza, e che per quanto riguarda i Bastioni era già stata protocollata in Comune una domanda dal 2 gennaio scorso e che quindi entrambe le manifestazioni si sarebbero svolte anche quest'anno.

BASTIONI E NAVIGLI "FUORI CONTROLLO". "È una situazione paradossale - incalza il presidente dell’Appe Alajmo - da un lato, si chiede agli esercenti di dotarsi di personale di sorveglianza, di inserire il logo sui bicchieri di plastica, di controllare i propri clienti anche fuori dal locale e dopo la chiusura dell’esercizio e, dall’altro lato, si autorizzano nuovamente attività stagionali in luoghi difficili (se non impossibili) da controllare, senza vincoli di orari, di somministrazione di alcolici, se non peggio. Ricordo - prosegue Alajmo - che proprio l’organizzatore di questi eventi, Federico Contin, l’anno scorso ha dichiarato pubblicamente che ai Bastioni i minori consumano alcol, assumono droghe, per non parlare di violenze, situazioni igieniche a dir poco precarie e tanti altri aspetti problematici".

"SINDACO RITIRI AUTORIZZAZIONI". Sulla stessa posizione anche Confesercenti, che chiede la revisione delle autorizzazioni: "Qual è il modello di Padova che si vuole? Far tornare il centro vivibile e ben frequentato. Ridare centralità alle imprese motore di sviluppo della città, Ridare fiducia e occupazione? O si vuole il solito agglomerato di divertimentificio dove conta solo il business tutto e subito senza programmazione culturale, senza garanzie di trasparenza, senza che questo dia un valore aggiunto alla città nel suo insieme dove esiste solo l'incitamento al bere? Il sindaco ci dica da che parte sta e quale modello preferisce". Secondo Appe e Ascom c’è ancora la possibilità di rimediare: "Facciamo appello al sindaco Bitonci – concludono Bertin e Alajmo – perché ritiri le autorizzazioni alla somministrazione di bevande ai Bastioni e ai Navigli. Poi sediamoci attorno a un tavolo e pensiamo tutti assieme a come favorire gli esercenti del centro e anche dei quartieri e non a come penalizzarli con iniziative che hanno il carattere del privatistico esasperato piuttosto che quello della valorizzazione di Padova".

BORON: "OFFERTE DIVERSE PER CLIENTI DIVERSI". "Il nostro programma elettorale – esordisce l'assessore Boron – chiariva che avremmo lavorato per individuare e creare spazi dedicati allo svago degli studenti universitari e che tali spazi non possono coincidere con le piazze del centro, dove i residenti hanno diritto alla quiete e al rispetto del decoro. Per questo siamo e saremo favorevoli alla realizzazione di eventi e manifestazioni stagionali che consentano di decongestionare il centro e indirizzare una particolare categoria di giovani verso luoghi o ambiti lontani da abitazioni e da monumenti di rilevanza storico artistica. Padova è una città che può e deve riscoprire la sua dimensione europea, con spazi diversi, offerte differenziate per ciascun tipo di avventori. Chi rifiuta questa realtà, vuole tornare indietro e chiudere la città, invece di aprirla".

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