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Troppi blackout nel Padovano, per Ascom: "Senza corrente, no tasse"

L'Associazione dei commercianti lancia la provocazione: "Qualunque sia il motivo delle continue interruzioni di energia, a rimetterci sono soprattutto i negozianti: oltre al danno, la beffa delle tasse che non si fermano"

Moltissimi i casi di blackout nelle scorse ore a Padova e in provincia e l'Ascom lancia l'allarme. La settimana scorsa Noventa, mercoledì anche Montegrotto. E il presidente dell’Ascom, Patrizio Bertin tuona: "Sia che si tratti di condizionatori a palla o di guasti alle centraline chi ci rimette sono, prima di tutto, gli esercizi commerciali. Non che i cittadini non subiscano disagi, ma è evidente che un negozio, un bar o una gelateria, se impediti di fare il proprio lavoro, si vedono gravati, oltre che del danno (gelati buttati, clienti evacuati, ecc.) anche della beffa che le tasse non si fermano. Sicuramente è stato un caso – continua Bertin – ma la concomitanza del black-out di Montegrotto col “tax day” (17 scadenze nella sola giornata del 16 giugno), fa pensare: gli operatori economici non possono lavorare e dunque non possono incassare ma le tasse le devono comunque pagare".

LA PROVOCAZIONE-PROPOSTA. Ecco allora la proposta dell’Ascom, in parte provocatoria, in parte da inoltrare, attraverso la rappresentanza nazionale di Confcommercio al Ministero dell’Economia e delle Finanze: "Nel caso di interruzione di pubblici servizi che abbiano riscontri oggettivi come nel caso, dunque, dell’interruzione di fornitura di energia elettrica, si provveda a rendere possibile l’inserimento della giustificazione del minor reddito negli studi di settore. Al di là di tutte le polemiche, spesso pretestuose, sugli scontrini fiscali non emessi va ricordato che gli studi di settore obbligano gli operatori commerciali a dichiarare un reddito stabilito da precisi parametri. Non poter svolgere il proprio lavoro in condizioni di normalità significa non poter rispettare quegli standard che, già di per se stessi, risultano alquanto difficili da raggiungere in tempi di vacche magre. In alternativa, o in aggiunta, si potrebbe anche pensare ad una decurtazione della bolletta per ciò che riguarda la quota fissa". Il sasso nello stagno così è stato gettato. L’onda provocata raggiungerà il livello governativo? Così risponde Bettin: "Il problema è che a Roma, più che di stagno, bisogna parlare di palude e nella palude il fango, spesso, blocca tutto. Ma a noi la volontà di bonificare non manca di certo".

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