Caffè Diemme difende gli esercenti: «Si riparta, servono provvedimenti concreti»

La storica torrefazione padovana chiede normative chiare per sostenere il settore della ristorazione e offre consigli pratici e legali per prepararsi alla riapertura in sicurezza

Giannandrea Dubbini, presidente di Caffè Diemme

«Locali chiusi, dipendenti in cassa integrazione e fatture da saldare, ma poche risposte concrete che agevolino l’attività di tanti esercizi pubblici, spesso a conduzione familiare, anche in vista dell’incerta “fase 2”». É l'istantanea scattata da Caffè Diemme dei gravissimi effetti che il Coronavirus sta avendo sull'economia e in particolare sul settore della ristorazione.

Situazione drammatica

Anche la storica azienda di torrefazione nata a Padova nel 1927, leader nel settore con un business che tocca oltre quaranta Paesi nel mondo, fa i conti con una crisi profonda e ha deciso di adottare una serie di pratiche, ma anche di avanzare precise richieste, per sostenere baristi, ristoratori e pasticceri. «Da inizio marzo la filiera dell’intero comparto (che in Italia occupa più di un milione di persone tra gestori e dipendenti) si è pressoché azzerata sia per il mercato italiano che per l’export e sarà una delle ultime a rimettersi in moto - spiega il presidente Giannandrea Dubbini -. I sacrifici sono grandi eppure dall'alto poco si è fatto per aiutare un settore allo stremo. Nonostante i locali siano chiusi mancano certezze sulla cancellazione delle tasse sui rifiuti e di occupazione del suolo pubblico. Molti potrebbero non riaprire più».

Emergenza affitti

Diemme ha già avviato una serie di manovre interne, sospendendo i pagamenti della clientela e attivando iniziative di supporto ai locali. «Offriamo consulenze, ad esempio sugli affitti che sono una piaga. Se tutti dobbiamo fare la nostra parte ciò vale anche per il settore immobiliare: con i locali chiusi per legge, i proprietari non possono pretendere il canone. Dovrebbero azzerare gli affitti e, da quando si riaprirà e fino a fine anno, almeno dimezzarli. Così faremo noi con i nostri affiliati affittuari - commenta Dubbini -. Grazie agli esperti di Diemme Academy mettiamo anche a disposizione sui nostri canali social dei video formativi gratuiti con consigli pratici».

Spunti per ripartire

Fondamentale secondo il gruppo sarà da qui in avanti la riorganizzazione: «Le modalità di consumo e accesso ai locali cambieranno e i clienti saranno disorientati. Ecco perché l'accoglienza dovrà essere ancora più attenta, ma bisognerà anche pensare a come contenere le spese e a iniziative speciali, come ad esempio sconti per chi ordina online o sceglie il turno meno affollato e i servizi di take away e delivery».

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