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Giovedì, 7 Luglio 2022
Economia

Il caldo "brucia" i campi, l'allarme di Coldiretti

L’allarme caldo e siccitàsi fa più grave in un 2022 con un estate iniziata torrida dopo una primavera che si è classificata in Veneto come la seconda più calda dopo quella del 2003 e come la sesta più calda di sempre sul pianeta a livello climatologico

Con le temperature da estate inoltrata che infiammano la campagna padovana e la siccità che morde da mesi, bruciano frutta e verdura nei campi con una riduzione della produzione di oltre il 20% già a giugno. E’ l’allarme lanciato da Coldiretti Padova sugli effetti delle alte temperature con meloni, angurie, zucche e zucchine, melanzane e piante di pomodori ustionati dai raggi del sole, con la mancanza di acqua che sta mandando in stress idrico anche le coltivazioni estensive come il mais, le barbabietole, la soia ma pure la viticoltura ne risente con il rischio che venga compromessa un’annata che invece avrebbe i numeri giusti per una produzione di qualità e nella norma.

Siccità

All’emergenza siccità dovuta alle scarsissime precipitazioni si aggiunge, spiega Coldiretti Padova, l’effetto del caldo prolungato che, specie nella Bassa Padovana, sta allarmando le aziende agricole impegnate nella coltivazione di ortaggi e frutta. Giorni e giorni di temperature ben sopra la norma con il sole che picchia duro nella campagna assetata, ci sono decine e decine di quintali di meloni, angurie, zucche e zucchine che rischiano di non arrivare nemmeno a maturazione, letteralmente “cotte” dal caldo.

Acqua

Se non pioverà e se il caldo non concederà una tregua fra dieci giorni la situazione sarà veramente critica, spiegano gli agricoltori. Il presidente di Coldiretti Padova Massimo Bressan mostra direttamente dalla sua azienda di Borgo Veneto gli effetti di colpi di calore e delle temperature estreme di questi giorni. «Per il momento siamo riusciti ad irrigare anche se ogni settimana senza precipitazioni rende la situazione sempre più incerta. - racconta Bressan - Ma basta fare un giro nei nostri campi per vedere già i primi effetti del caldo anomalo che ormai da oltre un mese ha investito anche la nostra provincia. Queste sono temperature da luglio inoltrato, e quando fa troppo caldo le piante soffrono e non riescono a maturare come dovrebbero. Le angurie, frutto estivo per eccellenza, hanno risentito delle alte temperature e presentano bruciature nella parte centrale. Sarebbero pronte fra una decina di giorni, ma molte rischiano di non poter essere nemmeno raccolte. Ci sono poi angurie che nemmeno riescono a maturare perché la pianta non riesce a sostenere la crescita: ecco allora i numerosi aborti, micro angurie che non arriveranno mai alla maturazione. Fra poco più di una settimana dovremo iniziare a raccogliere anche i meloni ma le piante sono in sofferenza e presentano pochi frutti. Anche le piante delle zucche, seminate un mese fa, faticano a prendere colore e quindi a crescere: le foglie sono ingiallite e con la pianta poco vigorosa la produzione sarà scarsa. Abbiamo difficoltà anche in serra, perché se è vero che le colture sono riparate dall’irraggiamento diretto sono in sofferenza per il gran caldo che per l’appunto blocca la maturazione e riduce sensibilmente la produzione».

Caldo

L’allarme caldo e siccità, ricorda Coldiretti Padova si fa più grave in un 2022 con un estate iniziata torrida dopo una primavera che si è classificata in Veneto come la seconda più calda dopo quella del 2003 e come la sesta più calda di sempre sul pianeta a livello climatologico, facendo registrare una temperatura media sulla superficie della terra e degli oceani, addirittura superiore di 0,85 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo, con la penisola messa sotto assedio dal caldo e dalla siccità.

Per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie Coldiretti ha elaborato e proposto per tempo un progetto concreto immediatamente cantierabile nel Recovery plan, un intervento strutturale reso necessario dai cambiamenti climatici caratterizzati dall’alternarsi di precipitazioni violente a lunghi periodi di assenza di acqua, lungo tutto il territorio. Il progetto - aggiunge Coldiretti - prevede la realizzazione di una rete di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presenti, progettualità già avviata e da avviarsi con procedure autorizzative non complesse, in modo da instradare velocemente il progetto complessivo e ottimizzare i risultati finali. L’idea è di “costruire” senza uso di cemento per ridurre l’impatto ambientale bacini in equilibrio con i territori, che conservano l’acqua per distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura – conclude Coldiretti Padova - con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione.

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