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Carne bovina, Veneto primato Italia Ma in ristorante l'80% è dall'estero

Zootecnia e nuova Pac sotto i riflettori della prima tappa di Eurocarne 2015 road show a Legnaro. Marchesin, direttore del Consorzio Italia zootecnica: "Serve 'sigillo italiano' di qualità per tutelare clienti"

Il Veneto è la prima regione a livello nazionale per allevamento di bovini da carne, con 950 aziende e 420mila capi, per un valore di oltre 420 milioni di euro. Tra le province, Verona è in testa con il 29% della produzione, seguita da Padova (25%), Treviso (20%), Vicenza (12%), mentre Venezia, Rovigo e Belluno si spartiscono il restante 14%. Nonostante questo primato, la carne servita nei ristoranti veneti è per l’80% straniera, secondo quanto dichiarato dal Consorzio Italia Zootecnica.

LA NUOVA PAC. Zootecnia bovina del Veneto leader su scala nazionale, carne di importazione nei ristoranti. L’applicazione della nuova Pac, declinata per l’Italia dal ministero delle Politiche agricole e dalle Regioni, non aiuta. "Dal 2015 gli allevatori percepiranno il 50% dei pagamenti diretti. Un taglio che inoltre vede penalizzate le aziende che possiedono meno terreni, visto che il plafond degli stanziamenti non sarà calcolato sul numero dei bovini, ma suddiviso a seconda degli ettari dell’impresa agricola – riassume Giuliano Marchesin, direttore dell’ente consortile, nel corso della prima tappa dell’Eurocarne 2015 Road Show, tenutasi mercoledì a Legnaro, nella sede dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie –. Il rischio è che i finanziamenti si disperdano in mille rivoli, considerando, poi, che il tetto minimo di 250 euro, contro i 400 richiesti dagli allevatori, per la presentazione di domande di contributo Pac ha avuto come risultato la moltiplicazione delle istanze: 20mila solo in Veneto".

SIGILLO ITALIANO DI GARANZIA. La proposta degli allevatori è di istituire un marchio di qualità per identificare la carne 100% made in Italy che tuteli il cliente finale e rilanci i consumi. "Il “Sigillo Italiano” di cui chiediamo al ministero la registrazione – ha continuato Marchesin –, identificherebbe senza ombra di dubbio i bovini allevati secondo un disciplinare riconosciuto dal Sistema di Qualità nazionale Zootecnia". In questo il Veneto sta facendo da apripista, con il lancio ufficiale, a settembre, del marchio “Qualità Verificata” che ha già ottenuto il via libera dalla Regione.

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