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Carne equina, crollo delle vendite nelle macellerie padovane

I recenti scandali alimentari riguardanti l'utilizzo non dichiarato di questo tipo di carne per alcuni grandi marchi hanno portato ad un calo di vendite fino al 60%. A farne le spese le numerose macellerie equine del padovano

Carne di cavallo. Secondo una stima di Confcommercio, in un anno ne viene mangiata in media circa un chilo per persona in Italia. Ora, però, il suo consumo ha conosciuto un brusco rallentamento proprio laddove la tradizione ha permesso la fioritura di un numero cospicuo di macellerie dedicate esclusivamente a questo tipo di carne.

IL CASO. Tutto si lega ai recenti scandali venuti alla luce con il ritrovamento di carne di cavallo non dichiarata in prodotti di alcuni grandi marchi. La sfiducia dei consumatori a tal riguardo si è riversata sul prodotto in sè e ha portato ad un calo delle vendite tra il 50% e il 60%, secondo le stime del Comitato di categoria di Confcommercio Veneto. Interessate tutte le 1543 macellerie presenti in Veneto.

MACELLERIE PADOVANE. Delle 64 macellerie esclusivamente equine della Regione, la maggior parte si trovano proprio in provincia di Padova. Mario Giuliatti, presidente della categoria di macellai associata a Confcommercio Veneto,  ha espresso tutta la sua preoccupazione a riguardo. "A pagarne il conto - ha commentato - siamo noi, pur essendo proprio noi i garanti della qualità del prodotto. E gli standard italiani sono molto elevati". Una situazione che viene dunque dipinta come paradossale dallo stesso Giuliatti che invita a consumarla ricordando come, nel nostro paese, la "tracciabilità della carne" sia una realtà consolidata.

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