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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Economia

Indagine Cna sul caro bollette per le aziende: «Costi triplicati rispetto allo scorso anno»

Una piccola azienda del comparto meccanico vedrà aumentare la propria spesa energetica nel 2022 del 177% rispetto allo scorso anno, pari ad un esborso di circa 28mila euro in più, con l’incidenza dell’energia sui costi generali che schizzerà in un anno dal 2,1% al 5,5%

Una piccola azienda del comparto meccanico vedrà aumentare la propria spesa energetica nel 2022 del 177% rispetto allo scorso anno, pari ad un esborso di circa 28mila euro in più, con l’incidenza dell’energia sui costi generali che schizzerà in un anno dal 2,1% al 5,5%. Per un negozio di acconciatura con quattro addetti l’incremento sarà del 217%, cioè di 2.800 euro, e per un piccolo pastificio del 99%, pari a circa 11mila euro in più: sono solo alcuni casi esemplificativi che emergono da una recente ricognizione effettuata dalla Cna nazionale tra le aziende associate per misurare l’impatto delle attuali bollette energetiche sui conti delle aziende.

Costi triplicati

Pur con tutte le differenze legate al tipo di fornitura e di contratto, si può affermare che nei primi 7-8 mesi del 2022 i costi energetici sostenuti dalle imprese sono raddoppiati e in molti casi triplicati rispetto allo stesso intervallo temporale del 2021. «È necessario che il nuovo governo intervenga subito, proseguendo nella definizione di misure dirette a tutelare le imprese dall’impatto dei rincari» commenta il presidente di CNA Padova Luca Montagnin. «Vanno rafforzati i crediti d’imposta sui maggiori costi di elettricità e gas, non solo per le imprese già definite “energivore” ma anche per tutte quelle che hanno un’incidenza elevata dei costi energetici sul totale dei costi aziendali. Ma serve anche un sostegno all’autoproduzione attraverso l’introduzione di un credito di imposta per l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti delle nostre micro e piccole imprese». CNA Padova richiama poi l’attenzione sulla necessità di una riforma strutturale della bolletta e su ulteriori misure di sostegno economico finanziabili attraverso i fondi del PNRR. Ma mette anche in campo soluzioni come i gruppi di acquisto di energia elettrica - di cui è un esempio il Consorzio APE promosso da CNA - che consentono di accedere a risparmi consistenti sulle tariffe grazie alla forza aggregativa delle tante imprese aderenti. «Come imprenditore posso dire che anche la mia azienda è stata colpita pesantemente dalle conseguenze dei rincari dell’energia, con l’incidenza della spesa per il funzionamento dei numerosi macchinari che continua a crescere» commenta Sante Ruben Venturato, presidente del Consorzio APE e titolare dell’azienda metalmeccanica Vemec di Stanghella. «Se prima la spesa si aggirava intorno ai 50mila euro ogni 5-6 mesi, adesso la stesso importo è per una sola bolletta bimestrale. Purtroppo le aziende che affrontano da sole il mercato energetico in questo momento sono in grande sofferenza, per questo uno strumento come il gruppo di acquisto può rappresentare un’ancora di salvezza. Sono centinaia le imprese aderenti al Consorzio APE di CNA Padova che in questi mesi sono riuscite ad avere prezzi calmierati».

Indagine

L’indagine presenta alcuni casi esemplificativi ricavati direttamente dalle bollette pagate dalle imprese negli ultimi 18 mesi, con proiezione fino a fine 2022. Naturalmente la situazione di singole aziende non può essere traslata direttamente al settore di appartenenza. Vanno prese in considerazione differenze sulla base del tipo di fornitore e del tipo di contratto (in alcuni casi a tariffa bloccata), della possibilità o meno delle aziende di fare arbitraggio tra costi e produzione, di eventuali comportamenti virtuosi adottati in precedenza o a seguito degli aumenti tariffari. La ricognizione ha preso in esame aziende-tipo raggruppate in sette settori. Alcuni esempi: per un caseificio con sette addetti le bollette del 2022 avranno un importo aumentato del 37%, con una spesa di 12.300 euro in più. Per questa azienda la spesa in energia inciderà quest’anno per il 9,1% dei costi aziendali contro il 6,7% del 2021. Un carrozziere con sei dipendenti pagherà a fine anno il 23,6% in più (9.100 euro). Un’impresa del legno-arredo con 14 addetti pagherà il 54% in più rispetto al 2021, pari a 14.400 euro. A fine 2021 il Centro Studi CNA aveva rilevato che le piccole aziende a rischio chiusura a causa del caro-energia erano il 6,8%. Il 10,6% dichiarava che avrebbe dovuto ridurre l’attività. La restante parte – pur non considerandosi a rischio – era rassegnata a sopportare una riduzione dei margini. Oggi, con la sostanziale duplicazione dell’impatto energetico sui costi aziendali, si può stimare un raddoppio di quelle percentuali, con un 13,6% di imprese non più nelle condizioni di proseguire l’attività e un 21,2% costretta a ridurre la produzione e conseguentemente anche l’occupazione. Anche prescindendo dai casi più gravi, è evidente che tutto il sistema d’impresa si troverà a dover gestire mensilmente flussi di cassa spesso raddoppiati, con i conseguenti problemi di liquidità. Il tutto all’interno di uno scenario che al momento non evidenzia alcuna ipotesi di “raffreddamento”, e dove il futuro rimane altamente incerto. Proprio per fornire un quadro aggiornato della situazione e accompagnare le imprese nelle procedure di accesso al bonus energia CNA Padova organizza mercoledì 12 ottobre alle ore 14.00 un webinar dal titolo “Decreto Legge Aiuti TER: come ottenere il credito di imposta per l’acquisto di energia elettrica e gas” (registrazione a questo link).

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