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Nuovi centri commerciali, l’Ascom chiama alla mobilitazione: l'appello di Confesercenti

Il presidente Bertin definisce il progetto di Due Carrare un'americanata. Sulla questione si esprime anche Confesercenti:"Poche polemiche schieriamoci tutti per dire di no a questo scempio del territorio"

"Si prenda il dizionario alla voce americanata. Si leggerà: azione, impresa fatta con grandiosità esagerata e ostentata; bizzarria di dubbio gusto. E l’iper di Due Carrare – puntualizza il presidente dell’Ascom, Patrizio Bertin – se sarà, sarà una vera e propria “americanata” degna del miglior Nando Moriconi, l’”americano del Kansas City” consegnato alla storia da uno straordinario Alberto Sordi. Solo che Sordi ci ha fatto ridere, questi faranno piangere un’intera comunità”.

ARROGANZA. Non demorde il presidente dell’Ascom nella sua battaglia contro un centro che, nonostante ci sia l’impegno della proprietà (peraltro sempre senza nomi e cognomi) a costruirlo talmente bello da farne un “top”, è “un dispendio di suolo in un’area pregiata che non trova alcuna giustificazione”. Non la trova, per Bertin, soprattutto perché si tratta di giustificazioni risibili e di un’arroganza senza pari.

FONDO PENSIONISTICO USA. “Dicono di riempire un vuoto (di cui non sentiamo la mancanza) – analizza il presidente dell’Ascom – di fare in modo che le famiglie escano da Padova per andare a fare compere nel nuovo centro (e i 10mila negozi che gli gravitano attorno che faranno?) e sembrano fregarsene del fatto che i centri già esistenti saranno soggetti ad un declino più o meno rapido. Un bel programmino questo del fondo pensionistico USA, che ha tutte le caratteristiche della speculazione e nessuna attenzione per il territorio che non è il loro ma il nostro”.

DISPREZZO. Ed è proprio su questo che si appunta l’attenzione dell’Ascom.“C’è un disprezzo totale – afferma il presidente Bertin – per un territorio che è già cementificato oltre i limiti di guardia e poco conta che i progettisti abbiano rifatto il Bernabeu. Quello che questi signori lasceranno in eredità saranno decine di capannoni dismessi (lo affermano anche loro che il futuro, per molti centri commerciali, sarà la chiusura) aprendo un fronte di abbandono e di degrado dal quale non sapremo come uscire”.

VENETO CITY. A questo punto l’Ascom chiama tutti alla mobilitazione anche perché è questo il momento per difendersi anche da altri possibili disastri. “Già il Veneto ha consumato circa 225 mila ettari di suolo pari quasi al 13%, con la provincia di Padova che rappresenta un record negativo. Il risveglio del “mostro” di Due Carrare potrebbe essere il prologo per altri “risvegli”. Non vorremmo infatti che, dormiente a causa della crisi (e non solo) tornasse in auge il progetto Veneto City. Ecco perché credo che la Regione debba far sentire la sua voce mettendo in chiaro che il futuro del commercio regionale non può travalicare i limiti di quanto è già previsto nella legge regionale, ovvero sì al recupero e alla riqualificazione di aree abbandonate, no a strutture ex novo che sottraggono altro suolo ad una regione già abbondantemente cementificata”.

S.GIORGIO PERTICHE. Un appello che investe, naturalmente, soprattutto i sindaci che, come sta avvenendo a San Giorgio delle Pertiche, rischiano di svendere il proprio territorio per pochi euro. “L’ampliamento in quel comune del centro commerciale già esistente – conclude Bertin – porterà nelle casse del comune 120 mila euro. Questo perché i costruttori si riservano di costruire una passerella che servirà al centro stesso e che sottrarrà dal conto ben 760 mila euro. Per ritornare all’America, sembra quasi di risentire la voce del presidente Trump che vuole costruire il, muro e farlo pagare al Messico. Solo che lui finora l’ha solo detto, qui addirittura lo fanno!”

CONFESERCENTI. Sulla stessa linea la Confesercenti di Padova. "Di fronte alla possibilità di un nuovo centro commerciale nell'area dei colli con nuovo consumo di suolo, per non parlare di impatto ambientale e conseguenze sulla viabilità, per non parlare di alcune centinaia di attività commerciali ed artigianali che chiuderanno in un raggio di una quarantina di km e desertificazione dell’area, Non possiamo lasciare da sola l'amministrazione comunale di Due Carrare", dichiara il presidente Confesercenti Nicola Rossi.

LIBERISMO. "Non possiamo permettere che le scelte di un piccolo comune possano incidere in un area abitata da quasi 200mila persone. - spiega Rossi - Sia chiaro le responsabilità non sono solo del piccolo comune. Le responsabilità partono da lontano dalle lenzuolate di Bersani che hanno deregolamentato il commercio, dal liberismo del governo Monti, da una legge colabrodo della Regione Veneto che fino a qualche anno fa in pratica permetteva grandi strutture di vendita in tutta la regione".

"NO A QUESTO SCEMPIO". Certo, chi come Confesercenti, ha manifestato e lottato contro queste 'liberalizzazioni' è stato accusato di essere vecchio se non di bloccare lo sviluppo. Ma adesso che si vorrebbe chiudere la stalla le vacche sono già scappate. - conclude - Ed allora poche polemiche schieriamoci tutti per dire di no a questo scempio del territorio, diamo strumenti e garanzie affinché il comune di Due Carrare dica No senza il pericolo di essere condannato a risarcire danni, schieriamoci tutti in modo concreto a partire dalla Regione Veneto che dopo avere approvato una legge sul commercio dai buoni principi deve oggi trovare i giusti strumenti per farli applicare".

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