Chiusura anticipata di pasticcerie, gelaterie e ristoranti, Confartigianato Imprese: «Così si dà il colpo di grazia»

Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Padova: «Scelta assurda e discriminatoria, così si dà il colpo di grazia ai produttori alimentari artigiani. Vogliamo sapere quali misure prenderà il Governo e in quali tempi!»

«Rischiamo di dare il colpo di grazia all’intera filiera della alimentazione artigiana!». Commenta così Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Padova i nuovi provvedimenti decisi dal Governo. «Pensiamo che il comparto alimentare artigiano raggruppa gelaterie, pasticcerie, ristoranti, lavorazione delle carni, caseifici, birrifici, pastai, panificatori, molitori, cioccolatieri. Parliamo di 1346 aziende artigiane che occupano 5449 addetti. In che cosa consistono esattamente le misure di ristoro annunciate dal Governo per salvare il settore? Non possiamo certo sacrificare categorie che rappresentano un autentico vanto per il made in Italy!».

La sicurezza

È arrabbiato e amareggiato anche il Presidente dei Produttori alimentari di Confartigianato Imprese Padova Nicola Trentin: «Le nostre pasticcerie e gelaterie rispettano rigorosamente le misure di sicurezza per difendere la salute dei cittadini. Per questo non comprendiamo perché siamo costretti alla chiusura anticipata, mentre a negozi e grande distribuzione rimane permessa la commercializzazione dei prodotti dolciari oltre le ore 18 – continua Trentin».  

La disparità di trattamento

«Per le 276 imprese di pasticceria e gelateria artigiane della provincia di Padova, che danno lavoro a 1210 addetti –aggiunge Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Padova– la restrizione di orario si traduce in una assurda disparità di trattamento a vantaggio di altre tipologie di vendita dei prodotti di pasticceria. Così si colpiscono le nostre aziende che hanno già subito i pesanti effetti delle chiusure durante il lockdown. Mi auguro che le misure annunciate dal Governo siano effettivamente commisurate all’impatto provocato dalle nuove restrizioni sull’attività dei nostri imprenditori e che soprattutto siano erogate in tempi rapidi per evitare il rischio di chiusura delle imprese».

«I danni che subiremo sono evidenti»

I mancati ricavi che il settore registrerà a causa delle restrizioni decise con l’ultimo DPCM andranno ad aggiungersi a quelli già avvenuti la scorsa primavera. Le mancate vendite legate alla ricorrenza di Pasqua hanno fatto perdere al comparto 10 milioni di euro nella nostra Provincia. Durante quella occasione, ai mancati ricavi si è aggiunta la perdita, valutabile in 1 milione e mezzo di euro nella nostra provincia, determinata dal deperimento di parte delle materie prime acquistate prima del lockdown, in previsione della produzione del periodo pasquale e dal parziale utilizzo legato all’imprevista chiusura.

L'appello

Boschetto e Trentin lanciano un messaggio chiaro: «I danni che subiremo sono evidenti. Ora vogliamo sapere dal Governo quali misure metterà in campo!».

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