«Voltabarozzo rischia di rimanere senza sportelli bancari»: la denuncia di Ascom

Spiega Carlo Cavalli, fiduciario Ascom della zona: «Ci sono equilibri dai quali, se un quartiere vuole continuare ad essere tale, non si può prescindere»

«Negli anni “ruggenti” le banche hanno fatto man bassa di uffici a pianterreno mettendo in difficoltà il commercio di vicinato che ha dovuto subire un generalizzato aumento degli affitti, adesso si avvia alla chiusura anche l’ultimo sportello lasciando il quartiere non solo senza più una banca ma anche senza più un bancomat!»: è battagliero Carlo Cavalli, fiduciario Ascom del quartiere che comprende anche Voltabarozzo, di fronte all’ipotizzata chiusura dell’agenzia di via Piovese.

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Prosegue Cavalli: «Capisco, anche se non approvo, che l’istituto di credito abbia i propri obiettivi di bilancio, ma ci sono anche equilibri dai quali, se un quartiere vuole continuare ad essere tale, non si può prescindere. E dunque, come sono indispensabili i negozi, i bar, i luoghi di aggregazione, così è indispensabile la banca, pena non solo una difficoltà logistica soprattutto per le persone anziane, ma anche una difficoltà sociale visto che verrebbe a mancare uno dei servizi che vengono reputati essenziali persino nei libri dei bambini dove la banca non manca mai nei disegni che illustrano la presenza di una comunità». Da qui la richiesta che Cavalli formula non solo ai vertici della banca in questione ma anche all’amministrazione comunale perché si faccia interprete di un’esigenza sentita più ancora che dai commercianti dagli stessi cittadini che nell’abbandono della banca (e dall’assenza, come detto, persino di un bancomat, dato che anche l’Ufficio Postale è sprovvisto di postamat) vedono un pericoloso scivolamento verso la definizione di «quartiere dormitorio», magari meglio collegato al centro, ma privo di un’”anima” propria.

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