Cinghiali sui campi, Parco Colli: “Non c’è una lira”

La Cia-Confederazione Italiana Agricoltori di Padova non intende tollerare che il costo di una complessa gestione ambientale possa essere scaricato esclusivamente in capo agli agricoltori

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Non bastavano gli anticicloni estivi a mettere in ginocchio la produzione agricola nella nostra provincia: purtroppo, alle ferite inferte dal clima, si sono aggiunte anche quelle provocate dalla fauna selvatica e, in particolare, dai cinghiali che nell’area del Parco Colli hanno messo a soqquadro produzioni pregiate e strutture aziendali contribuendo ad aggravare il già pesante quadro economico.

Ad accusare il colpo delle scorribande di questi animali sono le numerose aziende che, al momento della raccolta o della vendemmia,  hanno visto i risultati di un’annata di lavoro andare in fumo e il reddito previsto ridursi del 50-60%. Come è noto, per ciò che riguarda i danni in area Parco determinati da fauna selvatica, la competenza spetta all’Ente Parco dei Colli Euganei, soggetto di emanazione regionale, mentre agli agricoltori va il diritto di chiedere la rifusione dei danni ricevuti.

Negli ultimi anni, però, a fronte di richieste sempre più numerose e consistenti, corrispondono risposte sempre minori per non dire irrisorie, tanto che molti agricoltori rinunciano a priori a presentare domanda. “Il livello dei danni è sempre più grave – sottolinea il Presidente della Cia di Padova, Claudio D’Ascanio – Spesso, alla perdita del  raccolto, si associa la distruzione delle viti e delle piante specialmente se giovani. Quest’anno, inoltre, di fronte ad un’emergenza drammatica   avremmo immaginato un intervento speciale da parte della Regione Veneto che, invece, appare lontana dal dare risposte concrete a queste necessità impellenti. Oltre al danno riceviamo la beffa di una comunicazione dal parte del Parco Colli con cui l’ente informa di non poter sanare le perdite economiche di tutti coloro che abbiano registrato danni,  a causa dei tagli nel trasferimento dei fondi. In poche parole, le domande presentate dagli agricoltori non avranno alcun seguito”. 

Pur tenendo presente che l’attuale situazione economica non sia delle migliori, e che richiederebbe una scala di priorità diverse, la Confederazione Italiana Agricoltori di Padova non intende tollerare che il costo di una complessa gestione ambientale possa essere scaricato esclusivamente in capo agli agricoltori: “Una gestione miope dei risarcimenti non farà altro che inasprire ulteriormente gli animi e le contrapposizioni nell’area parco – conclude D’Ascanio - Per questo metteremo in moto tutte le azioni  necessarie a sostenere le ragioni degli agricoltori e continueremo nell’opera di sensibilizzazione degli organi competenti Regione-Provincia e Parco perché attivino azioni tempestive così da far fronte alla grave situazione”.

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