Economia

Coldiretti Padova: nel mirino dei dazi Usa rimangono i formaggi veneti

Con l’arrivo di Biden ci sono le condizioni per superare le restrizioni. Il settore lattiero caseario vale quasi 90 milioni di euro, effetto Covid sui prezzi e la produzione

«Nel mirino dei dazi USA rimangono ancora i formaggi vanto del territorio veneto come Grana Padano, Asiago e altri ancora tipo il Provolone e poi il Gorgonzola, Fontina, anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi e liquori come amari e limoncello, pari ad un valore di circa mezzo miliardo di euro.  Con l’elezione di Joe Biden presidente degli Stati Uniti ci sono le condizioni per superare i dazi aggiuntivi Usa che colpiscono le esportazioni agroalimentari Made in Italy», commenta Daniele Salvagno presidente di Coldiretti Veneto.

I settori

A Padova il settore lattiero caseario conta, specie nell’Alta Padova e Destra Brenta, circa 500 aziende con un fatturato di quasi 90 milioni di euro nel 2020, cresciuto di un paio di punti percentuali (dati Veneto Agricoltura), quasi 40 mila vacche da latte, e una produzione di 2 milioni 140 mila quintali di latte l’anno, un quinto del totale veneto, destinato per lo più alla produzione di formaggi Dop e di latticini. L’emergenza Covid ha inciso negativamente sui prezzi, calati di oltre il 6% soprattutto sopratutto in primavera. Questo ha portato ad un incremento della produzione di formaggi Dop anche nella nostra provincia, soprattutto gli stagionati come l’Asiago d’Allevo (+40%) e il Montasio, ma non del Grana Padano che anzi ha registrato un calo dell’1,5% proprio per le difficili condizioni dei mercati internazionali, a partite da quello Usa.

Tariffa aggiuntiva

A poco più di un anno dall’entrata in vigore il 18 ottobre 2019 in Usa di una tariffa aggiuntiva del 25% su una lunga lista di prodotti importati dall’Italia e dall’unione Europea, per iniziativa di Donald Trump nell’ambito della disputa nel settore aereonautico che coinvolge l’americana Boeing e l’europea Airbus sulla quale è intervenuto anche in Wto autorizzando prima gli Usa e poi l’Ue ad applicare dazi.  si è verificata una escalation che ha portato  dal  10 novembre scorso anche all’applicazione di tariffe aggiuntive della Ue sui prodotti Usa pari al 15% per gli aerei che salgono al 25% su ketchup, formaggio cheddar, noccioline, cotone e patate insieme a trattori, consolle e video giochi alla quale gli Stati Uniti hanno replicato colpendo l’importazione di parti di produzione di aeromobili provenienti da Francia e Germania, i vini, il cognac e brandy francesi e tedeschi, che sono inseriti nell’elenco dei prodotti tassati a partire dal 12 gennaio 2021.

Dialogo costruttivo

«Occorre ora avviare un dialogo costruttivo ed evitare uno scontro dagli scenari inediti e preoccupanti che rischia di determinare un pericoloso effetto valanga sull’economia e sulle relazioni tra Paesi alleati in un momento drammatico per gli effetti della pandemia” afferma Daniele Salvagno – a trainare il valore dell’export nazionale che vede negli Stati Uniti il primo mercato extraeuropeo per i prodotti agroalimentari tricolori per un valore che nel 2019  risultato pari a 4,7 miliardi, con un ulteriore aumento del 5,2% nei primi undici mesi del 2020, è il Veneto con 710 milioni dato dal contributo delle specialità regionali di alta qualità».

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