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Colombe low cost, la denuncia dell'Upa: "Non può costare meno del pane comune”

Nicola Trentin, presidente dei Produttori alimentari dell'Unione provinciale artigiani di Padova, denuncia la vendita a 1,90 euro dei dolci tipici pasquali da parte della grande distribuzione

“Le colombe a 1,90 euro vendute nei centri della grande distribuzione devono far venire molti dubbi. Un dolce non può costare meno del pane comune”. Così Nicola Trentin, presidente dei Produttori alimentari dell’Unione provinciale artigiani di Padova, commenta le offerte sempre più al ribasso proposte dai supermercati nel periodo pre pasquale.

RESPONSABILITÀ. "Merci di qualità come la colomba ad un prezzo tanto stracciato sarebbe – secondo il presidente di Upa Padova – sintomo di un fare impresa che non tiene conto della professionalità che ci sta dietro, per non parlare della qualità degli ingredienti. Le responsabilità di questa situazione andrebbero quindi ricercate non solo nella grande distribuzione o in chi produce i dolci, ma anche al livello della politica nazionale".

POLITICA. “Un governo che vuole tutelare le piccole e medie imprese non deve permettere una cosa simile – dice Trentin –. Il prezzo sottocosto 1,90 euro comunica un messaggio assolutamente negativo. Solo il costo delle materie prime di qualità, come burro, canditi, lo stesso incarto, ma soprattutto le braccia che lavorano non può costare così poco. Mi domando quindi – prosegue – cosa sia legato a questo prezzo tanto basso”.

PRODOTTO SALUTARE. Il prezzo medio al chilo di una colomba artigianale, realizzata con materie prime di qualità, varia tra i quindici e i venticinque euro. La differenza generalmente la fa la confezione. “Nell’anno in cui il mondo dell’alimentazione sta affrontando il tema della sostenibilità in tutti gli ambiti, dalle materie prime, ai processi lavorativi o al rapporto con il dipendente, è ancora più decisivo sottolineare ai consumatori – continua Trentin – l’importanza della scelta accurata dei prodotti da portare in tavola. Noi artigiani ci stiamo impegnando per garantire ai consumatori un prodotto salutare. Credo che questa attenzione debba essere assicurata anche dalle grandi aziende e da quanti si occupano della distribuzione del prodotto”.

"FORNO DI QUALITÀ". In tema di sana alimentazione, tra le iniziative a tutela dei consumatori, c’è il marchio “Forno di qualità”, che i panificatori potranno richiedere alla Regione Veneto che ne è promotore, anche attraverso l’Unione provinciale artigiani di Padova, contattando il numero 049 633933.

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