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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Economia

Confapi riconferma Casasco presidente. Sul Green Pass: «Non siamo noi a dover decidere se ha ragione il lavoratore o il datore»

L’Assemblea nazionale lo ha votato all’unanimità al vertice della Confederazione delle piccole e medie industrie private: «Ora però diventiamo più centrali nelle sfide»

L’Assemblea nazionale ha confermato all’unanimità Casasco al vertice della Confederazione delle piccole e medie industrie private. Carlo Valerio, presidente di Confapi Padova: «A lui le nostre congratulazioni e l’in bocca al lupo. Tante le questioni aperte: dalla battaglia contro i rincari delle materie prime, alla maggiore flessibilità da introdurre nel mondo del lavoro. E sul Green pass serve una legge dello Stato».

Casasco

Maurizio Casasco è stato riconfermato all’unanimità presidente nazionale di Confapi, nel corso dell’assemblea della Confederazione italiana della piccola e media industria privata che si è tenuta all’Hotel Parco dei Principi di Roma. Una candidatura, la sua, sostenuta con forza da Confapi Padova, presente con il presidente Carlo Valerio, il direttore Davide D’Onofrio e Jonathan Morello Ritter, già alla guida dei Giovani Imprenditori e oggi componente della Giunta nazionale assieme a Valerio. «Le battaglie di Casasco sono anche le nostre, per questo non possiamo che rivolgergli le più sentite congratulazioni e fargli l’in bocca al lupo per le sfide che ci attendono», afferma Valerio. «Confapi, nel periodo più drammatico della pandemia, ha saputo far sentire sempre la sua voce a tutti i livelli, giocando un ruolo di proposta continua e di stimolo critico nei confronti della classe dirigente. Casasco ha dimostrato di avere le qualità e le capacità per guidarla lungo questa linea. Al centro del suo mandato, come ha ricordato nel corso dell’intervento che ha animato l’Assemblea, c’è l’obiettivo di diventare ancora più centrali nelle sfide che saremo chiamati ad affrontare, con una particolare attenzione alla rivoluzione tecnologica del lavoro, con la sinergia tra industria e ricerca, ma soprattutto alla valorizzazione del capitale umano. Un tema che ci trova in prima linea e che, a Padova, ci ha visto impegnarci nel consolidamento di S.Pa.D.A. Confapi, la nostra business school rivolta a imprenditori e manager di Pmi».

83mila imprese

Confapi, oggi, a livello nazionale rappresenta gli interessi di 83 mila imprese con 900 mila addetti che applicano i 13 contratti nazionali di lavoro firmati dalla Confederazione, conta 60 sedi territoriali e distrettuali, 13 Unioni nazionali e un’Associazione nazionale di categoria a cui si aggiungono 2 Gruppi di interesse. Casasco, 66 anni, bresciano, la guida dal 2012 e dallo scorso marzo è anche presidente della Confederazione delle Pmi europee. Tanti i temi caldi da affrontare, a livello nazionale come locale. In primis un problema che proprio Confapi Padova è stata tra i primi a sollevare, quello dell’indiscriminato aumento del prezzo delle materie: «È un fenomeno che colpisce le imprese ma anche gli stessi cittadini comuni, che alla fine dovranno pagare i conti dell’inflazione. Ci ha fatto capire, se mai non fosse stato chiaro, che non possiamo essere dipendenti solo da un mercato, ma dobbiamo affrontare con ancora maggiore determinazione la competizione globale, rafforzando le filiere e agevolandole con politiche industriali e fiscali, puntando al reinsediamento produttivo. Al governo la Confederazione chiede una posizione forte, perché l’Italia è un Paese trasformatore di materie prime e la situazione è destinata ad aggravarsi se la Cina, come pare, comincerà a realizzare sempre più prodotti finiti», sottolinea Valerio.

Green pass

Su tutte le prime pagine c’è poi la questione Green pass per i lavoratori. «Oggi dobbiamo programmare le opportunità che abbiamo, come i vaccini. Ma, per quanto riguarda i lavoratori con il Green pass, come il presidente Casasco sosteniamo che non devono essere le associazioni datoriali o i sindacati a stabilire se abbia ragione il lavoratore sospeso o il datore di lavoro, ma lo Stato. Serve una legge, perché è un argomento che riguarda tutti, e allora il governo deve assumersi la responsabilità di decidere». Legato a questo c’è il tema dello sblocco dei licenziamenti: «Ma la questione non è quella della proroga del blocco, ma della maggiore flessibilità che oggi serve nel mondo del lavoro: oggi è indispensabile avere contratti a termine senza causali, vantaggi fiscali per chi assume, semplificazione, almeno finché l’economia non ripartirà».

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