Confapi Veneto: col protocollo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro vince la responsabilità

Il presidente Manfredi Ravetto firma l’accordo tra Regione e parti sociali in queste settimane di emergenza globale: «Indicazioni chiare agli imprenditori, siamo soddisfatti»

Il Presidente di Confapi Veneto Manfredi Ravetto e il Direttore di Confapi Padova Davide D’Onofrio nel pomeriggio di sabato 14 marzo hanno rappresentato le piccole industrie alla videoconferenza che ha coinvolto l’Assessore regionale al lavoro Elena Donazzan, l’Assessore regionale allo sviluppo economico Roberto Marcato e i rappresentanti delle categorie economiche, dei sindacati e delle professioni, approvando anche in Veneto l’accordo sul protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il protocollo

«Non possiamo che dirci soddisfatti per un protocollo attraverso il quale ha vinto il buon senso. Agli imprenditori sono state date delle regole chiare, precise e applicabili per rendere i posti di lavoro dei luoghi più sicuri», afferma Ravetto. «Il nostro contributo, quello delle piccole e medie industrie private, che sono una colonna fondamentale del nostro sistema produttivo, è stato guidato da un alto senso di responsabilità, nel momento difficile che sta attraversando l’Italia». «Con tanto impegno e fatica riusciremo a tenere aperte le aziende, soprattutto quelle strategiche ed essenziali, garantendo la salute e la sicurezza ai lavoratori», aggiunge il presidente Ravetto. «Il momento non permette infatti divisioni e tutti dobbiamo lavorare anche per la coesione sociale, raccogliendo e comprendendo i bisogni di ognuno. Dobbiamo preservare tutte le potenzialità produttive del sistema-Veneto, che vale oltre 160 miliardi di Pil, pronti a ripartire quando l’emergenza sanitaria sarà superata».

Salute e sicurezza

«La prosecuzione delle attività produttive può avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino inderogabilmente la salute e la sicurezza dei lavoratori così come previste e definite dal protocollo nazionale». Se gli standard di sicurezza non saranno garantiti «E' possibile il ricorso agli ammortizzatori sociali, con la conseguente riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, al fine di permettere alle imprese interessate di applicare tali misure e la conseguente messa in sicurezza del luogo di lavoro». Sono questi i due principi-cardine dell’accordo regionale che aggiorna le indicazioni per la tutela della salute della salute nelle imprese e nei luoghi dei lavori già emanate dalla Regione, alla luce del Protocollo nazionale sugli standard di sicurezza per le realtà produttive e di servizio che non possono osservare il fermo imposto per arrestare la diffusione del virus. La Regione Veneto - spiega il testo dell’intesa veneta - esplicherà il suo ruolo di monitoraggio e di garante attraverso i dipartimenti di prevenzione delle Asl e gli Spisal, i servizi sanitari per la prevenzione, l’igiene e la salute negli ambienti di lavoro. Lavoratori, rappresentanti sindacali, imprese e associazioni di categoria potranno segnalare problemi o inadempienze ai numeri verdi già istituiti dalla Regione del Veneto e dalle Aziende sanitarie locali.

Le valutazioni

«I Dipartimenti di prevenzione e gli Spisal raccolgono e valutano le segnalazioni - si legge nell’intesa - anche al fine di dare informazioni, istruzioni e indicazioni, ovvero collaborare con le autorità pubbliche competenti al fine di supportare e vigilare sulla corretta applicazione delle misure di prevenzione». Agli Spisal spetta, inoltre, il compito di diffondere, attraverso i canali istituzionali, indirizzi operativi al fine di promuovere l’adozione delle misure di prevenzione in maniera omogenea sull’intero territorio regionale. All’accordo nazionale sul protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro si era giunti al termine di una lunga notte di confronto. A rappresentare le piccole e medie industrie private italiane davanti al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ai Ministri Nunzia Catalfo, Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli è stato Maurizio Casasco, Presidente nazionale di Confapi.

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