Giovedì, 5 Agosto 2021
Economia

Coronavirus, ecco le richieste di Confartigianato: sospensione imposte e rinvio delle scadenze

Boschetto: «Sospensione delle imposte, moratorie per i mutui, copertura delle sospensioni da lavoro, supporto dei lavoratori autonomi. Queste sono per noi le priorità»

Sospensione di tutti i pagamenti di imposte, tributi e contributi per tutte le imprese per ora almeno fino al 30 aprile; rinvio di ogni tipo di scadenza e adempimento che ricade entro il 30 aprile; moratoria dei mutui in essere fino al 31 dicembre 2020; copertura delle sospensioni dal lavoro con forme in deroga di cassa integrazione per tutti i dipendenti oltre a contributi alle imprese e supporto ai lavoratori autonomi”. Sono queste le richieste inoltrate da Confartigianato all’indirizzo del Governo, dopo una giornata nella quale i centralini non hanno smesso di squillare.

L'appello

«Mi unisco all’appello lanciato dal Presidente regionale Agostino Bonomo – spiega Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Padova - il nostro rispetto per le competenze delle autorità sanitarie che hanno ispirato i provvedimenti che sono stati via via adottati; quei provvedimenti li abbiamo rispettati e adottati con senso di responsabilità perché in gioco c’è la salute dei nostri cari, la nostra, quella di tutta la comunità nazionale. E non abbiamo tentennamenti nel dire che la tutela della salute deve venire prima di tutto, anche delle attività d’impresa. Per questo siamo favorevoli all’adozione di ogni misura che vada rapidissimamente in questa direzione. Poi faremo i conti dei danni ma adesso salviamo il bene primario della salute». Confartigianato chiede che la commisurazione del danno sia il principio che il Governo adotterà nella assegnazione degli aiuti alle imprese che saranno previsti nel decreto di auto all’economia, che sarà all’ordine del giorno del consiglio dei ministri di domani. Non devono esserci disparità di trattamento a parità di danno. A tutte le aziende devono essere garantiti dei sostegni a prescindere dalle aperture o meno autorizzate nel nuovo DPCM dell’11 marzo 2020.

Restare uniti

«Siamo consci – conclude Boschetto- che ogni categoria avrebbe una specificità da far valere ma crediamo che rimanere uniti sia un valore, evitando il gioco al massacro di avere disparità di trattamento a parità di danno. Ci sono settori che hanno subito danni immediati ed evidenti e altri che li subiscono in modo meno evidente o con effetti più duraturi. Il principio che abbiamo chiesto è quello della commisurazione del danno. Continuiamo ora per ora, giorno per giorno, a seguire la situazione e il suo evolversi cercando per tutte le nostre imprese di contenere i danni adesso e assicurarci le condizioni per una ripresa poi».

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