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Airbnb e siti di prenotazione, Confcommercio: "Abusivismo a causa delle norme"

Le associazioni di categoria si scagliano contro le nuove norme. L'Ascom: "Lo stato italiano sempre forte con i deboli e sempre debole con i forti"

“Forte coi deboli e debole coi forti. Lo Stato italiano conferma la sua vocazione, in materia di fisco, a tartassare i poveri cristi e ad evitare di “disturbare il manovratore” quando si tratta di soggetti che, per dimensione o tipologia by-passano bellamente le norme”. Ha un diavolo per capello il presidente dell’Ascom, Patrizio Bertin, quando commenta la posizione dei portali di prenotazione che si rifiutano di applicare le nuove leggi in materia di tassazione sulle locazioni brevi.

LA CRITICA. “Questi soggetti – continua Bertin – che di nome fanno principalmente Airbnb ma sono anche altre le piattaforme che operano nel settore, dichiarano di essere impossibilitati ad applicare le nuove norme. Io invece dico che ci stanno prendendo per i fondelli: come può essere che colossi del web non riescano a calcolare il 21% di quanto incassato? In fin dei conti, si tratta della stessa formula matematica che utilizzano per calcolare le commissioni di loro spettanza”.

LE NORME. Ma evidentemente le commissioni le incassano, le tasse, invece, devono pagarle. “L’idea che ci siamo fatti – incalza Monica Soranzo, presidente di Federalberghi Ascom Padova – è che Airbnb & compagni abbiano deciso di dichiarare guerra allo Stato per cui lo Stato, se vuole ribadire la propria sovranità deve rispondere nell'unico modo che gli è consentito: definire questi soggetti “evasori” e sanzionarli in modo esemplare visto che a tutti noi, operatori “normali”, non riserva di certo trattamenti di favore ed anzi ci complica la vita com’è successo con i voucher che, di fatto, se non sono del tutto inutilizzabili, poco ci manca".

ABUSIVI. A livello nazionale Federalberghi ha auspicato che "l'Italia segua il buon esempio delle Baleari che hanno annunciato sanzioni fino a 400mila euro per le piattaforme digitali che non provvederanno ad eliminare appartamenti irregolari e abusivi". Ma c’è di più. Sul piede di guerra contro i portali che si occupano di locazioni brevi (Airbnb, Homeaway e simili) è scesa anche la Fimaa, ovvero la federazione degli agenti immobiliari di Confcommercio che a Padova fa capo all’Ascom e che nel recente provvedimento di legge vede la legittimazione di un’attività economica abusiva.

I REQUISITI. "Siamo al teatro dell’assurdo – è il giudizio tranciante di Silvia Dell’Uomo, vicepresidente Ascom, vicepresidente vicaria della categoria e componente di giunta della Camera di Commercio – per cui i portali che propongono la conclusione di contratti di locazione immobiliare vengono qualificati come intermediari immobiliari senza che ne abbiano i requisiti previsti dalla legge, soltanto per l'interesse di inquadrarli come sostituti di imposta, imposta che peraltro poi non pagano”.

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