Confcommercio dura: "Sui pos meno commissioni dalle banche, non sanzioni alle imprese"

Non fa mistero il presidente dell’Ascom, Patrizio Bertin, di temere l’ennesimo, inutile balzello a carico delle imprese, soprattutto se si tratta di piccole e piccolissime imprese

Si fa sentire la Confcommercio sul tema delle commissioni bancarie. “A noi interesserebbe di più una sforbiciata alle commissioni a carico delle imprese ma va comunque bene che il governo, recependo una direttiva Ue sui servizi di pagamento, abbia deciso di intervenire, nel prossimo Consiglio dei Ministri, per ridurre le commissioni per i pagamenti con carte di credito e bancomat tramite Pos, anche se si tratta solo delle commissioni interbancarie. Quello che però riteniamo completamente fuori luogo è che il governo pensi di utilizzare il provvedimento per introdurre anche le sanzioni per le imprese che non accettano pagamenti elettronici". Non fa mistero il presidente dell’Ascom, Patrizio Bertin, di temere l’ennesimo, inutile balzello a carico delle imprese, soprattutto se si tratta di piccole e piccolissime imprese. “Se l'obiettivo – continua Bertin -è quello di estendere sempre di più l'uso della moneta elettronica, non credo che sia positivo prevedere misure ingiuste e penalizzanti. Da sempre sosteniamo che la nostra battaglia non è contro la modernità ma contro l’esosità del sistema bancario che applica commissioni troppo elevate e che, nel caso di pagamenti di piccoli importi e per alcuni settori in particolare riducono pressoché allo zero i margini di profitto degli imprenditori".

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EVASIONE

Ma ciò che al presidente dell’Ascom disturba di più è che il messaggio che si tende a far passare è quello che il Pos contribuirebbe a ridurre l’evasione. “Il più classico dei luoghi comuni – chiarisce Bertin - che si presta a molte strumentalizzazioni compresa quella che vorrebbe l’Italia fanalino di coda nella diffusione dell’accettazione della moneta elettronica. Invece è bene che si sappia che il numero dei Pos installati nel nostro Paese è pari a 2,2 milioni, rispetto a 1,5 milioni in Francia e, addirittura, a 1,2 milioni in Germania, con un incremento di circa il 60% negli ultimi cinque anni”. Non solo. Come precisa una nota di Confcommercio, nel nostro Paese le transazioni effettuate complessivamente annualmente con carte di credito, di debito e prepagate sono passate da circa 1,7 miliardi del 2011 a oltre 3 miliardi del 2016, con un incremento di quasi l'80%. “E di questo – conclude il presidente dell’Ascom – va dato atto al mondo del commercio, del turismo e dei servizi, di aver contribuito non poco ad una diffusione che, per contro e lo sottolineo, non ha trovato nessuna risposta positiva, né autonoma né imposta, sul fronte delle commissioni bancarie”

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