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Contratto regionale per 70mila metalmeccanici: c'è il riconoscimento salariale

Prorogato fino al prossimo 31 agosto 2019 il contratto regionale per le aziende metalmeccaniche artigiane del Veneto da Fim-Uilm e Confartigianato, CNA e CasaArtigiani, scaduto il 31 luglio 2017

Prorogato fino al prossimo 31 agosto 2019 il contratto regionale per le aziende metalmeccaniche artigiane del Veneto da Fim-Uilm e Confartigianato, CNA e CasaArtigiani, scaduto il 31 luglio 2017. Il CCRL conferma una quota media mensile di 42 euro, legato alla presenza, agli oltre 70.000 lavoratori artigiani metalmeccanici veneti.

DETTAGLI. E’ prevista la possibilità di definire, nel corso della vigenza, una “quota di adesione contrattuale alla previdenza complementare”, per sensibilizzare i lavoratori all’iscrizione ad un fondo complementare pensionistico. Ad oggi solo il 5% degli addetti artigiani veneti aderisce alla Pensione Complementare. Un dato allarmate che ha impegnato le parti a mantenere alta l’attenzione al tema. Nell’accordo è previsto una campagna informativa per i lavoratori. Confermata la disciplina di eventuali e auspicabili picchi di lavoro, vi è infatti la possibilità di assumere lavoratori con contratto a termine in numero superiore rispetto a quanto previsto dalla legge e dal contratto collettivo nazionale. In quest’anno di applicazione si è potuto vigilare, tramite la commissione paritetica, le richieste ricevute dalle aziende, evitando assunzioni con forme contrattuali meno tutelanti per i lavoratori.

CISL. Nella proroga dell’accordo è altresì previsto di definire modalità applicative durante la vigenza del Ccrl di eventuali forme di “Welfare contrattuale” contrattate a livello nazionale. “La proroga contrattuale firmata – sottolinea Massimiliano Nobis Segretario Fim Veneto – mantiene un importante riconoscimento salariale per i lavoratori del settore. Ci sono concrete possibilità per affrontare il tema dell’adesione alla previdenza completare. Confermata la disciplina di gestione congiunta dei picchi produttivi, rimane ancora disatteso il monitoraggio della gestione delle risorse destinate alla formazione, con una valutazione delle proposte formative sui reali fabbisogni delle aziende e dei lavoratori. Aggiornare e incrementare la “professionalità” del nostro settore dell’Artigianato Veneto è vitale per mantenere lontani gli effetti provocati dalla crisi economica del 2008. Sarà impegno della Fim Cisl portare le parti firmatarie al tavolo per affrontare questo importante tema. Salario, formazione e gestione dei picchi lavorativi sono elementi confermati che daranno continuità ai bisogni dei lavoratori e degli imprenditori artigiani.”

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