«Comprate i nostri prodotti, sono sani»: l'appello e le testimonianze dalla zona rossa di Vo'

Nella mattinata di domenica primo marzo il presidente di Coldiretti Padova, Massimo Bressan, ha incontrato al confine con la zona rossa gli agricoltori di Vo'

Alessandro Facchin ed Emanuele Farasin

«Vi siamo vicini e stiamo facendo il possibile per attenuare le misure restrittive che da una settimana stanno bloccando l’attività delle aziende agricole a Vo’ con riflessi pesanti in tutta l’area euganea». Questo il messaggio rivolto nella mattinata di domenica primo marzo da Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova, agli agricoltori di Vo’, durante un incontro al confine fra il Comune in “zona rossa”, in località Zovon.

L'incontro

In territorio di Rovolon, Bressan insieme ai presidenti dei comprensori Coldiretti di Este Pietro Aggio e di Montagnana Mirko Guglielmi, a pochi metri di distanza, al di là del varco, una rappresentanza degli imprenditori agricoli di Vò, da una settimana costretti entro i confini comunali e alle prese con il blocco delle merci che di fatto ha paralizzato ogni attività. Con la delegazione di Vo’ il presidente del Consorzio Vini Doc Marco Calon, il titolare dell’azienda Parco del Venda Michael Toniolo, il presidente di Terranostra (l’associazione che rappresenta gli agriturismi Coldiretti) Emanuele Calaon, Annalisa Dal Bosco imprenditrice agricola impegnata nella vendita diretta, il presidente della sezione Coldiretti di Vo’ Simone Dalla Montà e l’imprenditore Mattia Farasin, titolare dell’azienda vinicola che si trova proprio al confine fra Vo’ e Rovolon e che ha ospitato l’incontro odierno. Prosegue Bressan: «Siamo venuti a portare la solidarietà ai nostri colleghi di Vo’ e ribadire che non sono soli in questo momento così convulso e delicato. L’agricoltura è attività economica predominante a Vo’, con circa 200 aziende, 60 cantine, 600 ettari di vigneti, 20 agriturismi e un fatturato che supera i 30 milioni di euro. Le misure restrittive della “zona rossa” impediscono, oltre agli spostamenti delle persone, anche quello delle merci, con la conseguenza che non è possibile effettuare consegne, evadere ordini sia con l’Italia che con l’estero e nemmeno ricevere la materia prima e tutto ciò che serve alle aziende per lavorare e produrre. Già nei giorni scorsi abbiamo portato la questione in Camera di Commercio e in Prefettura, chiedendo misure urgenti a sostegno delle imprese insieme alla possibilità di poter trovare un sistema per garantire, già dai prossimi giorni, la circolazione delle merci. Riteniamo che, fatte salve le esigenze di sicurezza sanitaria, vi sia il modo per mettere le aziende agricole nelle condizioni di poter lavorare». 

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Le testimonianze

Paradossali le testimonianze di alcuni imprenditori di Vo’. La cantina di Mattia Farasin si trova giusto sul confine mentre il vigneto è in territorio di Rovolon: l’imprenditore pertanto è bloccato nella sua azienda ma non può lavorare le vigne né far uscire la merce. Alessandro Facchin è titolare dell’azienda Ca’ del Colle, nella quale però non può mettere piede, perché residente a Bastia di Rovolon. In casi come questi non sono previste deroghe ed è tutto più difficile. Come se non bastasse, dilaga la psicosi con comportamenti del tutto ingiustificati. Un carico di vini, racconta lo stesso Facchin, inviato a Parma prima dell’emergenza è stato respinto dal mittente perché proveniva da Vo’. Afferma Bressan: «Si tratta di atteggiamenti irrazionali e inaccettabili, che generano richieste assurde come quella di esibire certificati sui vini e gli altri prodotti dei Colli Euganei che attestino l’assenza del virus. Le nostre merci sono già controllate e assolutamente sicure sotto il profilo igienico sanitario, il virus non si trasmette certo in questo modo. Quello che dilaga, purtroppo, è il contagio di notizie prive di fondamento che minano l’attività di tutta l’area euganea, a partire dagli agriturismi che si sono visti cancellare le prenotazioni in massa». Come spiega Coldiretti «nella fascia rossa spiega la Coldiretti la limitazione della circolazione di merci e persone impediscono una adeguata assistenza nelle stalle, il normale svolgimento delle lavorazioni nei campi e nelle strutture di trasformazione dei prodotti agricoli. I problemi riguardano il blocco delle visite nelle cantine e negli agriturismi che sono praticamente vuoti da giorni ma in sofferenza è in generale il sistema delle vendite dirette degli agricoltori con la sospensione ingiustificata dei mercati di Campagna Amica in alcune realtà dove svolgono un ruolo centrale per garantire l’approvvigionamento locale di beni alimentari. Garantire liquidità alle imprese agricole per estinguere i debiti bancari attraverso mutui a tasso zero, sostegno ai lavoratori del settore agricolo con la cassa  integrazione in deroga, sostegno alle aziende agricole che esercitano attività agrituristiche con la sospensione di tutti i versamenti contributivi, previdenziali, e dei premi per l'assicurazione obbligatoria nonché misure per tutelate il Made in Italy agroalimentare sono - conclude la Coldiretti - le altre misure per l'agroalimentare all'interno del Dl varato dal Consiglio dei Ministri per le aziende situate in zona rossa».

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