«Il 3 maggio non sia l'inizio della ripresa, ma la fine del suo procedere per gradi»

Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Veneto e Ascom Padova: «O le aziende ripartono subito o nell'arco di un paio di mesi moltissime moriranno, e sarà un dramma per migliaia di famiglie di imprenditori e di loro dipendenti»

«Il vaccino non arriverà prima del 2021, ma le imprese non hanno tutto questo tempo. O ripartono subito o nell'arco di un paio di mesi moltissime moriranno e la loro morte sarà un dramma per migliaia di famiglie di imprenditori e di loro dipendenti»: alza il tiro Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Veneto e Ascom Padova all'indomani della decisione del governo di procrastinare al 3 maggio il lockdown.

Disperazione

Spiega Bertin: «Sono contento per i colleghi librai, cartolibrai e che vendono abbigliamento per bambini, che da martedì 14 potranno riaprire, ma rappresentano una goccia nell'oceano della disperazione. Ribadisco: se andiamo avanti così "non andrà tutto bene" anche perchè, nel frattempo, gli altri Paesi si stanno muovendo e, pur con tutte le precauzioni del caso, stanno rimettendosi in moto». Il presidente di Ascom Padova e Confcommercio Veneto, quindi, si basa su uno studio della Bbc secondo cui l'Italia sarà solo il 31esimo Paese a uscire dalla crisi: «Non è una prospettiva che possiamo permetterci, e io voglio sperare che la task force guidata da Vittorio Colao non sia troppo distante, per cultura economica e luoghi di residenza, dal tessuto economico italiano fatto di piccole e piccolissime imprese. In altre parole: non vorrei che ripetessimo l'esperienza fatta col governo Monti, molto, troppo orientato a far bella figura nel mondo della finanza e poco, pochissimo attento a ciò che succedeva nelle piccole aziende distribuite sul nostro territorio».

3 maggio

Conclude Bertin: «Il traguardo del 3 maggio? Rischiamo di non arrivarci, anche perchè di tutte le provvidenze messe in campo non ne abbiamo vista una concretizzarsi. A questo punto credo che serva una netta presa di responsabilità da parte delle categorie economiche ed in questo senso troverei opportuno che coi colleghi presidenti regionali degli industriali, degli artigiani e degli agricoltori organizzassimo una sorta di appello congiunto alla Regione e al Governo per far sì che la data del 3 maggio non sia l'inizio della ripresa, ma la fine del suo procedere per gradi. Con tutte le accortezze sanitarie possibili per evitare una recrudescenza del contagio, giustamente contrastato in queste settimane dal blocco totale, con protocolli rigorosi (che peraltro sono già sperimentati nei negozi aperti e lo saranno soprattutto in quelli che apriranno da martedì), ma abbiamo l'obbligo di non aspettare che tutto vada bene. Dobbiamo fare in modo che questo accada!»

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