«Inaccettabile tenere un intero Paese in sospeso perché non si è in grado di decidere»

Il commento di Patrizio Bertin, presidente di Ascom Padova, dopo il posizionamento del Veneto in area gialla: «Ancora una volta siamo stati "spettatori paganti sulla nostra pelle" di uno stucchevole "gioco del cerino" che non fa onore né alla politica né ai diversi comitati scientifici»

«Inaccettabile tenere un intero Paese in sospeso perché non si è in grado di decidere, quasi che per persone e imprese fosse la stessa cosa aprire o chiudere la propria attività». Il presidente dell'Ascom Confcommercio, Patrizio Bertin non riesce a capacitarsi del fatto che per un intero pomeriggio si sia atteso di conoscere in quale fascia sarebbe stato inserito il Veneto per poi giungere alla decisione pilatesca di rinviare la decisione a venerdì. 

La protesta

L'Ascom aveva anche convocato un Consiglio di Presidenza d’urgenza questo pomeriggio per valutare il da farsi e nel corso del quale è stata ribadita tutta la contrarietà, in linea generale, a provvedimenti che, "attivando più chiusure determina, laddove colpisce con maggior forza, la morte definitiva di migliaia di imprese col rischio di disoccupazione per centinaia di migliaia di addetti”. Commenta Bertin: «Nessuno vuol negare l’aggressività e la pericolosità dell’epidemia, ma tanti ritardi ed errori (si pensi solo ai trasporti, colpevolmente sottovalutati quando si sarebbe potuto attingere ai pullman fermi degli operatori privati) hanno trasformato l’emergenza sanitaria in emergenza economica e sociale. Qui si rischia di decretare (e la parola non è scelta a caso) la fine di un mondo e con esso la fine di un intero Paese che nella libera attività delle piccole e piccolissime imprese ha fondato il suo sviluppo ma anche la sua coesione sociale. In questi ultimi giorni e oggi ancora una volta siamo stati “spettatori paganti sulla nostra pelle” di uno stucchevole “gioco del cerino” che non fa onore né alla politica né ai diversi comitati scientifici preoccupati più di evitare di assumersi le responsabilità che non di attivare azioni vincenti contro il virus. Mi auguro che almeno il monitoraggio delle fasce di classificazione del rischio territoriale sia tempestivo e trasparente. Infine, voglio credere che non ci siano tentennamenti sul fronte degli indennizzi, gli ormai famosi “ristori” che devono essere adeguati e tempestivi (Gualtieri li ha promessi entro il 15 novembre), ovviamente per tutti e non solo per le attività comprese nelle “zone rosse” e che devono accompagnarsi alle moratorie fiscali (almeno per tutto il 2020/2021) e a quelle creditizie».

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