Ascom, ambulanti in coda alle liste delle aperture: «Ipotesi svilente per 30mila famiglie»

«Spero che ciò che leggo dalla stampa non sia vero, altrimenti vorrebbe dire che 11mila imprese in Veneto e circa 2500 a Padova hanno i giorni contati»

«Spero che ciò che leggo dalla stampa non sia vero, altrimenti vorrebbe dire che 11mila imprese in Veneto e circa 2500 a Padova hanno i giorni contati». Ilario Sattin, presidente regionale e provinciale degli ambulanti della Fiva Ascom Confcommercio, registra con fortissima preoccupazione le notizie che vorrebbero ancora chiusi, e non si sa fino a quando, i mercati, con l’esclusione dei banchi alimentari.

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«Nei giorni scorsi – prosegue – ho detto di avere l'impressione che la nostra categoria fosse discriminata perché nessuno ne parlava. Forse era preferibile quella situazione visto che oggi che ne se parla, se ne parla per decretare la nostra morte. Certo condividiamo l'idea di muoverci in una cornice che assicuri tutte le precauzioni possibili e il rispetto delle misure di contenimento del contagio. Ma ci deve essere data la possibilità di riaprire altrimenti i mercati e le fiere non esisteranno più». «Tutti noi – spiega Sattin - siamo pronti a fare la nostra parte aderendo ad una serie di misure-iniziative da trasformare in opportune linee guida e a conformarci alle disposizioni operative che si vorranno definire. Ma tutto condizionato al fatto che i mercati tornino a lavorare con tutte le merceoligiche. C’è il rischio concreto che i mercati non esistano più e questo significherebbe che migliaia di famiglie (non solo quelle dei titolari ma anche quelle degli oltre 30mila dipendenti in Veneto) dovrebbero sperare nel reddito di cittadinanza. Un’ipotesi per noi svilente visto che andrebbe a sostituire una fetta importante della nostra economia ma determinerebbe il “giù il sipario” anche su un momento socio-culturale del quale rimpiangeremmo tutti la fine».

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