Nuova ordinanza regionale, Coldiretti Padova: «Segnali positivi per le imprese agricole»

«Riaprono gli orti urbani e i fiori si potranno vendere nei mercati agricoli oltre che nei negozi. Bene anche l’apertura per il cibo da asporto, opportunità importante per gli agriturismi»

«Riaprono gli orti urbani e i fiori si potranno vendere nei mercati agricoli oltre che nei negozi». Coldiretti Veneto commenta con soddisfazione il valore sociale ed economico dell’ordinanza firmata dal Presidente Luca Zaia e già in vigore.

Fiori e piante

Afferma Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova: «La ripresa di alcune attività come la coltivazione del terreno ad uso agricolo per autoconsumo e la vendita in esercizi anche commerciali, quali fiorerie, di prodotti florovivaistici come fertilizzanti, semi e piante ornamentali sono segnali positivi per le imprese agricole che si stanno preparando alla ripresa per recuperare le perdite subite a causa dell’emergenza sanitaria. Centinaia di imprenditori florovivaistici potranno finalmente consegnare i prodotti freschi ai garden e a tutti gli altri punti vendita. Abbiamo visto questa settimana, con l'iniziativa di distribuzione di piante e fiori con il Comune di Padova, di fronte al tutto esaurito, quanto fosse sentito il bisogno di portare un po' di profumo e colore nelle nostre case». Con 450 aziende su 1.487 Padova è leader del settore florovaistico veneto che, nonostante il calo strutturale delle imprese, aveva registrato una sostanziale tenuta della produzione, il cui valore è di circa 215 milioni di euro con un patrimonio di 1,6 miliardi di piantine. In provincia di Padova, dove il florovivaismo è diffuso nel distretto di Saonara come in diversi centri della Bassa Padovana, le aziende fatturano poco meno di 70 milioni di euro. La produzione di fiori e piante vale in Veneto circa 52 milioni mentre quella vivaistica è a 29 milioni e il servizio di sistemazione di parchi e giardini offerto dalle imprese vale 126 milioni. 

Take away

Aggiunge Diego Scaramuzza presidente regionale di Terranostra: «Bene l’apertura per il cibo da asporto anche mediante l'acquisto con contratti a distanza ove possibile: si tratta di un'opportunità importante per gli agriturismi veneti obbligati alla chiusura per lunghe settimane. Dall’inizio della emergenza sanitaria il sistema agrituristico regionale ha perso 30 milioni di euro. Per evitare dubbi interpretativi abbiamo sollecitato la Regione del Veneto a confermare nel più breve tempo la possibilità del take away anche nelle realtà agrituristiche. Dalla crisi si esce ripartendo con la produzione, ovviamente laddove è possibile, in attesa dei finanziamenti e risarcimenti annunciati, ma che ancora non si sono visti».

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