Coronavirus, prime conseguenze sui Colli Euganei: crollo di prenotazioni e vendite giù

A lanciare l'allarme sono Terranostra e Cia Padova: «Le perdite non riguardano solo la ristorazione e l’accoglienza, interessano anche le cantine e i produttori vitivinicoli, in particolare quelli dei Colli Euganei»

«I primi segnali sono stati registrati nello scorso weekend con le disdette di piccole prenotazioni, ma da inizio settimana riscontriamo perdite di oltre mille euro al giorno»: è l’amaro commento di Diego Scaramuzza, presidente regionale di Terranostra, l’associazione di Coldiretti che raggruppa il 60% delle aziende agrituristiche in Veneto.

Perdite

Dai Colli Euganei ai Berici, nel veneziano come nel Polesine, ovunque sul territorio il tam-tam delle cancellazioni si fa sentire. Spiega Scaramuzza: «Si annullano i pranzi delle Cresime, delle Comunioni, tavolate di amici e persino i pernottamenti. Un disastro per i nostri operatori». Un ragionamento condiviso dal direttivo di Coldiretti Veneto: «Dal punto di vista economico gli effetti del Coronavirus non tardano a manifestarsi. Le perdite non riguardano solo la ristorazione e l’accoglienza, interessano anche le cantine e i produttori vitivinicoli, in particolare quelli dei Colli Euganei dove l’emergenza sanitaria ha blindato un intero Comune che conta circa 600 ettari di vigneti, dai quali si producono pregiati vini Doc e Docg, con l’apporto di una sessantina di imprese vitivinicole. Qui ha sede la Cantina dei Colli Euganei, la principale della zona, insieme al Consorzio di Tutela Vini dei Colli Euganei che realizzano un fatturato di 30 milioni di euro». Conclude Diego Scaramuzza: «La gente chiama da tutta Italia per annullare anche oltre i giorni della quarantena, per questo la situazione si fa ancora più preoccupante». Coldiretti Veneto chiede infine sostegno per centinaia di imprenditori agricoli alle prese con una reale contrazione del loro fatturato che si protrarrà a lungo. Inevitabile l’appello alle istituzioni per mettere a punto un piano di aiuti e di intervento che consenta da una parte il sostegno immediato alle imprese, attraverso sgravi fiscali e contributivi, rinvio di pagamenti e quant’altro, per favorire una pronta ripresa dell’operatività del settore già piegato da una crisi ormai cronica.​

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Cia Padova

Al grido di allarme si unisce anche Cia Padova, con il direttore Maurizio Antonini che dichiara: «Stiamo riscontrando un calo del 40% delle prenotazioni negli agriturismi della zona dei Colli Euganei e, nel contempo, una minore domanda di prodotti tipici locali. Siamo molto preoccupati, e non solo per quell’area. Oggi, infatti, è tutta la Provincia, se non addirittura la Regione, che nell’immaginario collettivo viene considerata poco sicura. Rischiamo che le perdite aumentino in maniera esponenziale già nel brevissimo termine. Stiamo parlando di produzioni di eccellenza che potrebbero subire uno stop ancor più grave da qui ai prossimi giorni». Motivo per cui Cia Padova chiede al Governo centrale «dei fondi straordinari a vantaggio delle imprese coinvolte direttamente dall’emergenza Coronavirus; le risorse messe a disposizione vengano gestite direttamente dalle Camere di Commercio. Occorre dare nuova fiducia alle realtà economiche colpite. Peraltro lo stesso presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa che si è tenuta sabato sera nella sede della protezione civile ha annunciato un decreto legge straordinario a beneficio le attività economiche: quelle sue parole non rimangano lettera morta». Alla Regione Veneto, invece, viene richiesto di «convocare un tavolo verde al fine di fornire risposte concrete alle medesime aziende agricole. Necessario, inoltre, un coordinamento tra tutte le Regioni del Nord, nel quale vengano inseriti pure gli aspetti inerenti le attività produttive». Conclude così Antonini: «Da un paio di giorni Vo' è completamente isolata. Un comprensorio ad alta vocazione agricola con circa 197 aziende agricole, delle quali una ventina di agriturismi. La nostra associazione di categoria non lascerà soli gli imprenditori del territorio. Gli uffici rimangono aperti per dare qualsiasi tipo di informazione. Le altre Istituzioni facciano altrettanto».

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