"Io voglio aprire": sulle porte degli esercizi commerciali appare il cartello di Ascom

“Io voglio aprire” è il “mantra” che commercianti, operatori del turismo e dei servizi, associati all’Ascom o meno continuano a ripetere nella speranza che qualcuno avvicini le date della “Fase 2”

Il cartello di Ascom

L’idea è della sede mandamentale di Monselice, poi subito sposata dalla sede centrale che l’ha messa a disposizione di tutte le altre sezioni territoriali dell’Ascom Confcommercio: un cartello che, senza tanti giri di parole, grida lo stato d’animo dei piccoli imprenditori.

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"Io voglio aprire"

“Io voglio aprire” è il “mantra” che commercianti, operatori del turismo e dei servizi, associati all’Ascom o meno continuano a ripetere nella speranza che qualcuno avvicini le date della “Fase 2”. E così “Io voglio aprire” è diventato un cartello dove assieme allo slogan compare anche la chiave che, per primo, il presidente di Confcommercio Veneto e Ascom Padova, Patrizio Bertin, aveva individuato quale simbolica contestazione nei confronti di un Governo «giustamente attento alla salute ma che non sembra cogliere appieno né le difficoltà nelle quali si dibattono i piccoli imprenditori né la diversa incidenza territoriale del contagio da Covid-19». Nelle prossime ore, dunque, a partire da Monselice, il cartello comincerà a fare bella mostra di sé sulle porte ancora chiuse degli esercizi commerciali che, peraltro, stanno raccogliendo la solidarietà della cittadinanza. Afferma in proposito Bertin: «Una cosa deve essere chiara, ed è quella che i piccoli imprenditori non sono degli invasati: vogliamo solo riaprire le nostre attività in sicurezza (e "sicurezza" è una parola che sottolineo tre volte) seguendo tutte le norme che le autorità sanitarie ritengono ragionevolmente necessarie per lavorare senza diffondere il contagio. Senza nascondere che non comprendiamo perché un’industria con 500 dipendenti possa non essere un problema, mentre un negozio dove entra una persona alla volta lo sia».

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