Decreto Liquidità, Alajmo (Appe): «Indebitandosi si sposta il problema, non lo si risolve»

«Apprezziamo gli sforzi del Governo preannunciati nel Decreto Liquidità ma per evitare i fallimenti servono velocità, zero burocrazia, certezza dei tempi e soprattutto risorse vere»

«Apprezziamo gli sforzi del Governo preannunciati nel Decreto Liquidità ma per evitare il fallimento di diverse centinaia di imprese, tra gli oltre tremila bar, ristoranti, trattorie e pizzerie operanti in provincia di Padova, bisogna assolutamente essere più incisivi. Servono velocità, zero burocrazia, certezza dei tempi e soprattutto servono risorse vere, contributi a fondo perduto per compensare anche solo parzialmente la perdita del fatturato. Indebitandosi si sposta il problema, non lo si risolve». Parole di Erminio Alajmo, presidente dell’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (Appe) di Padova, che sottolinea come l’emergenza Covid-19 abbia messo in ginocchio l’intero settore, forse il più penalizzato tra tutti, che ha bisogno di una poderosa iniezione di risorse per tentare di risollevarsi.

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Misure

Spiega Alajmo: «Le misure del Governo si rivelano utili per una piccola platea di imprenditori, quelli decisi a chiedere prestiti sotto i 25mila euro, ma per tutti gli altri permangono i problemi. Il decreto, infatti, non sembra rilasciare risorse immediate alle imprese. Chi chiederà cifre superiori ai 25mila euro deve fare diversi passaggi e rischia di dover aspettare ancora. Anche se venisse confermata la semplificazione della valutazione del credito da parte del Fondo centrale di garanzia bisognerà comunque dare il tempo alle banche di svolgere le loro istruttorie. Il che significa ulteriore tempo, visto che anche gli istituti di credito in questo momento hanno problemi di organici. Una situazione che rischia di penalizzare chi ha maggiori problemi di liquidità e un tempo di sopravvivenza residua breve, come le nostre imprese di pubblico esercizio che stimiamo abbiano già perso almeno 50 milioni di euro in termini di fatturato. Il limite dei 25.000 euro con garanzia automatica al 100% deve essere aumentato. Oltre al danno, però, ecco la beffa: chi riuscirà ad accedere ai prestiti, rischia di dover utilizzare buona parte del credito per pagare le tasse, la cui scadenza, ad oggi, è stata prorogata solo fino a maggio».

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