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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Economia

«O riaprono i mercati o gli ambulanti saranno i primi ad estinguersi»: l'allarme

A lanciarlo è Ilario Sattin, presidente regionale e provinciale di Fiva Ascom Confcommercio: «Si parla di ripartenza, ma non una parola viene spesa in nostro favore. Mercati e fiere rischiano di non esistere più»

«L'alimentare va bene, ma adesso c'è bisogno che i mercati tornino a lavorare con tutte le merceologie. Perchè se così non dovesse essere, gli ambulanti saranno i primi ad estinguersi»: non cerca di indorare la pillola Ilario Sattin, presidente regionale e provinciale di Fiva Ascom Confcommercio.

L'attacco

Attacca Sattin: «A parte le polemiche sull'apertura dei banchi alimentari sembra che a nessuno interessi il futuro del commercio su aree pubbliche. Si parla di ripartenza, ma non una parola viene spesa in nostro favore. Abbiamo l'impressione di essere discriminati. Se così non fosse non si capisce perchè, soltanto per fare un esempio, un commerciante al dettaglio di articoli per l’infanzia possa aprire il proprio negozio mentre sul mercato resta vietato oppure perché i prodotti per l’igiene personale si possano vendere presso i negozi e supermercati mentre restano vietati sui mercati. Condividiamo l'idea di muoverci in una cornice che assicuri tutte le precauzioni possibili e il rispetto delle misure di contenimento del contagio, ma ci deve essere data la possibilità di riaprire altrimenti i mercati e le fiere non esisteranno più».
Il pensiero, ovviamente, non va solo ai 121 mercati che settimanalmente erano in calendario nella sola provincia di Padova, ma va anche all'"Europa in Prato" la manifestazione che, inizialmente prevista per il 29-30 aprile e primo maggio, quest'anno potrebbe svolgersi - e sarebbe la prima volta in 16 anni - tra il 30 agosto e il primo settembre. Prosegue Sattin: «La gente che affolla i nostri mercati e le nostre fiere rischia paradossalmente di tramutarsi in un fattore di debolezza in quanto principale ostacolo alla riapertura e all’ordinario svolgimento delle nostre attività. Questo significa che bisogna ripensare le condizioni tecnico-logistiche di svolgimento dei mercati e fiere soprattutto per il controllo sull’accesso e sulla permanenza dei consumatori nell'area mercatale. Noi siamo pronti a fare la nostra parte aderendo ad una serie di misure-iniziative da trasformare in opportune linee guida e a conformarci alle disposizioni operative che si vorranno definire. Tutto purchè i mercati tornino a lavorare con tutte le merceologie». Considerazione finale del presidente regionale e provinciale di Fiva Ascom Confcommercio: «Si è capito fin dal primo momento che il fatturato delle nostre imprese sarebbe stato azzerato. Un sacrificio che abbiamo accettato coscienti che si trattava di un prezzo da pagare nell’interesse comune. Ma se si continua in questo modo non sarà più un sacrificio comune: sarà solo il nostro e questo non solo non è giusto ma è semplicemente inaccettabile».

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