Venerdì, 17 Settembre 2021
Economia

Coronavirus, Donazzan: «Strumenti di aiuto alle imprese non possono limitarsi alle zone rosse»

«Spero che il ministro si sia sbagliato, perché se veramente avesse inteso riferirsi solo ai comuni che ricadono in "zona rossa" sarebbe una misura del tutto ininfluente»

«Spero che il ministro si sia sbagliato, perché se veramente avesse inteso riferirsi solo ai comuni che ricadono in "zona rossa" sarebbe una misura del tutto ininfluente. Il danno economico che si sta già evidenziando è di portata nazionale, e non solo legato alle Regioni ad oggi interessate dalla verifica di casi di infezione da Coronavirus: fiere nazionali e internazionali rinviate, con significative perdite per settori strategici dell’industria e del ‘made in Italy’; turismo in ginocchio con disdette a valanga, un impatto sull’economia italiana che non ha pari»: Elena Donazzan, assessore regionale al lavoro del Veneto, commenta con preoccupazione quanto dichiarato del ministro del Lavoro Nunzia Catalfo sulla possibilità di riconoscere la Cig in deroga nelle "zone rosse" alle aziende sotto i sei dipendenti e a quei lavoratori che non hanno strumenti di sostegno al reddito.

165 miliardi di Pil

Aggiunge l'assessore Donazzan: «Il Veneto vale 165 miliardi di Pil: le nostre aziende e i nostri distretti sono il motore dell’economia italiana, Il Governo deve immediatamente assicurare un alleggerimento del carico fiscale sulle imprese dell’intera regione, con la definizione di ammortizzatori sociali, anche in deroga, per quei settori e aziende che non hanno sostegni ordinari e che stanno pagando il conto salato della crisi creata dall’emergenza sanitaria. Il Veneto che lavora e che produce farà sentire in maniera unitaria la propria voce con proposte chiare e condiviso. Ho convocato per il pomeriggio di giovedì 27 febbraio la Commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali, della quale fanno parte i rappresentanti delle maggiori associazioni datoriali, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori, quelli delle libere professioni e del settore del credito: il confronto con i portatori di interesse metterà a fuoco le principali necessità del tessuto produttivo e le istanze da presentare con urgenza al Governo».

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