Coronavirus, riunione straordinaria dell'Ascom: «Tutti i negozi restano aperti»

Dichiara Patrizio Bertin: «I negozi e i pubblici esercizi, che sono tutti regolarmente aperti, sono la miglior risposta che il nostro territorio può in questo momento dare al Paese e al mondo»

Botteghe aperte anche Sotto il Salone

«I negozi e i pubblici esercizi, che sono tutti regolarmente aperti, sono la miglior risposta che il nostro territorio può in questo momento dare al Paese e al mondo». Il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin, ha convocato nella mattinata di lunedì 24 febbraio una riunione straordinaria della giunta per un giro d’orizzonte all’indomani dei provvedimenti presi dalle autorità regionali e nazionali per contrastare il diffondersi del coronavirus.

Negozi aperti

Aggiunge Bertin: «In tutta la provincia i negozi sono regolarmente aperti e questo è un atto di fiducia che il mondo del commercio si sente di rivolgere alla cittadinanza comprensibilmente spaventata». Ai colleghi di giunta Bertin ha ricordato di aver già chiesto, ancora nella serata di venerdì ed in perfetta sintonia con le richieste del presidente nazionale di Confcommercio, Carlo Sangalli, che il Governo preveda come primo intervento a favore delle imprese dell’intero territorio in crisi a causa degli effetti del coronavirus, la concessione della sospensione dei pagamenti legati alle prossime scadenze fiscali e contributive. «In questo senso - ribadisce Bertin - siamo nella necessità di scongiurare il pericolo che l'emergenza sanitaria aggravi una situazione economica già molto critica, soprattutto nel settore del commercio e del turismo con ripercussioni sociali difficili da valutare».

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Turismo

Confermato che gli uffici dell’Ascom sono tutti regolarmente aperti e che i rappresentanti sul territorio sono a disposizione degli associati per qualsiasi necessità dovesse insorgere, va detto che dalla riunione della giunta sono state analizzate tre diverse situazioni: i negozi alimentari, quelli delle altre categorie merceologiche ed il comparto del turismo. Conclude Bertin: «Dai negozi di alimentari, dai panifici e dalle macellerie riceviamo indicazioni confortanti, così come indicazioni di assoluta normalità ci sono state confermate dagli operatori del Maap, il mercato ortofrutticolo. Diverso il discorso per i negozi delle altre categorie merceologiche che subiscono l’impatto che deriva dalla scarsa mobilità delle persone. Mentre per i negozi in generale riteniamo che se la fine dell’emergenza arriverà in tempi brevi, i danni ci saranno ma potranno essere contenuti, sono emerse più preoccupazioni per il turismo sul quale l’onda negativa, quando ci si scontra con situazioni critiche, si protrae per tempi molto più lunghi. Per questo riteniamo che dalle autorità debbano arrivare indicazioni, per quanto possibile, su limiti temporali definiti in ordine ai divieti».

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