«Impossibile il pagamento della cassa integrazione entro il 15 aprile»: la denuncia dell'Ancl

La nota della sezione regionale dell'Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro: «Un’altra amara sorpresa per le piccole, piccolissime imprese che speriamo non generi un’altra Caporetto. Non vogliamo che le imprese e i lavoratori si accaniscano contro di noi»

«Riteniamo doveroso informare chi si affida con fiducia ai nostri studi della situazione oggettiva in cui stiamo operando, perché gli imprenditori e i loro dipendenti devono sapere che non sarà possibile il pagamento diretto della cassa integrazione entro il 15 aprile e quindi degli ammortizzatori sociali previsti dal decreto “Cura Italia”». Inizia così il comunicato dell'Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro.

Burocrazia

Dichiara Marco Degan, presidente regionale Ancl: «Un’altra amara sorpresa per le piccole, piccolissime imprese che speriamo non generi un’altra Caporetto. Non vogliamo che le imprese e i lavoratori si accaniscano contro di noi». I consulenti del lavoro del Veneto sono circa 2.000 e seguono per difetto circa 190.000 aziende e 1.710.000 dipendenti, di cui la metà associati all'Ancl. Prosegue il comunicato: «In questi giorni sono stati messi a dura prova da un sistema burocratico illogico, dall’inadeguatezza dei sistemi informatici degli enti previdenziali e dall’obbligo di informative alle organizzazioni sindacali senza senso se si considera la drammaticità e la straordinarietà del periodo che stiamo attraversando. Cosa ha impedito un normale deflusso delle domande di ammortizzatori sociali e le rispettive ricevute con il conseguente ipotizzabile ritardo dei pagamenti entro il 15 aprile? Intanto, sono previsti 4 ammortizzati sociali diversi e non uno solo, con regole, procedure e tempistiche differenti; inoltre, il rispetto delle previste procedure di accordo sindacale ha ritardato/sta ritardando la possibilità di presentazione delle domande; in Veneto diversamente da altre regioni (Lombardia o il Piemonte) e in disaccordo con la normativa nazionale semplificata, per la cassa in deroga regionale, le parti sociali hanno previsto l'obbligo di procedura sindacale preventiva anche per le microimprese fino a 5 dipendenti. Ovviamente questo ha rallentato e complicato l’iter di presentazione con impatto inevitabile sui tempi di liquidazione delle prestazioni ai lavoratori».

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Domande

Aggiunge Degan: «Ci si è messo anche il sito dell’Inps che non ha retto ai milioni di accessi simultanei e che continua a bloccarsi. Siamo stati costretti a restare incollati ai nostri pc per tentare e ritentare innumerevoli volte l’inoltro delle domande, sabati e domeniche, notti e orari improbabili compresi. Stessa difficoltà di accesso sul portale regionale nella presentazione delle domande di cassa integrazione in deroga. Voglio ricordare a tutti che il pagamento della cassa integrazione ai lavoratori non è solo legato alla presentazione della domanda da parte dei Consulenti del Lavoro, bensì all’approvazione della stessa da parte degli istituti e alla rendicontazione delle ore di cassa effettivamente utilizzate che l’azienda potrà comunicare solo successivamente ad autorizzazione avvenuta, e questo è un passaggio fondamentale che non sarà per forza di cose immediato. Ad oggi non ci risulta che nessuna pratica, presentata a marzo, sia stata autorizzata. Vogliamo far capire alla gente che la colpa dei ritardi con cui avverranno i pagamenti non è certamente nostra. Assieme ai nostri collaboratori ci siamo sacrificati con orgoglio e consapevolezza del nostro ruolo sociale e, in questo mese e passa di emergenza sanitaria, di blocco totale del paese, abbiamo fatto la nostra parte dietro le quinte lavorando senza sosta con orari dilatati per seguire anche nei week end l’uscita delle norme utili al personale dei nostri clienti, inascoltati nelle nostre istanze di semplificazione e di richieste di adeguamento degli strumenti per affrontare questa emergenza epocale».

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