«74 milioni per dotazioni sanitarie e sostegni a lavoratori e imprese»: l'annuncio di Zaia

«La Giunta ha approvato il primo provvedimento di indirizzo che consente di recuperare 74 milioni di euro e di orientarli al potenziamento della sanità veneta e a garantire ossigeno a lavoratori e imprese»

«La Regione Veneto guarda al dopo-crisi e si prepara a riprogrammare i fondi comunitari disponibili. Oggi, martedì 31 marzo, la Giunta ha approvato il primo provvedimento di indirizzo che consente di recuperare 74 milioni di euro nell’ambito dei programmi di spesa dei fondi Fesr e Fse e di orientarli al potenziamento della sanità veneta e a garantire ossigeno a lavoratori e imprese». Ne dà notizia il presidente della Regione Luca Zaia, che  ha riunito la Giunta per far approvare d’urgenza il provvedimento che autorizza la Regione (e l‘autorità di gestione dei fondi Fesr e Fse) e modificare le priorità di alcuni bandi e ad individuare le risorse per interventi di contrasto alla situazione emergenziale.

Riprogrammazione in tre mosse

Nei giorni scorsi il Governatore del Veneto aveva incaricato assessori e strutture regionali di effettuare un’attenta ricognizione delle linee di spesa attivate e dei fondi ancora disponibili, cogliendo l’opportunità offerta da Parlamento e Commissione europea di concedere più flessibilità in materia di regolamenti comunitari dei fondi e di "aiuti di stato". Aggiunge Zaia: «Le nostre priorità, in questo momento, sono la sanità e il lavoro. Abbiamo quindi pensato ad una manovra di riprogrammazione in tre mosse, che ci consente di investire 12 milioni di euro nell’acquisto di strumenti e apparecchiature sanitarie per i nostri ospedali, di recuperare 32,5 milioni da destinare a strumenti di garanzia alle imprese, per garantire loro liquidità e aumentare il capitale circolante nel nostro sistema economico, e infine di dedicare circa 30 milioni del Fondo sociale europeo, che sono risorse riservate all’occupazione e all’inclusione sociale, a misure di sostegno al reddito per quei lavoratori esclusi dagli ammortizzatori sociali, in particolare quelli delle micro-imprese. Complessivamente questa manovra vale circa il 5 per cento dei 1364 milioni di dotazione complessiva dei fondi comunitari per lo sviluppo regionale e consente di guardare al dopo-emergenza, grazie alle aperture regolamentari e alla maggior flessibilità sugli aiuti data dalla Ue agli stati membri. Non abbiamo penalizzato nessuno, abbiamo solo rinviato alcuni bandi e sintonizzato misure già programmate in base alle necessità oggi più impellenti e all’attuale capacità di intervento. Non escludo che sia possibile qualche ulteriore intervento di riprogrammazione, a valere in particolare sui fondi per la ricerca e lo sviluppo e per le reti di impresa».

Le proposte

La revisione della programmazione regionale dei fondi FESR ha individuato risorse trasferibili per circa 12 milioni di euro sull’asse 1 “Ricerca e Innovazione” e per circa 32,5 milioni di euro sull’asse 3 “Competitività delle PMI”. La Regione ha quindi proposto alla Commissione europea:

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  • di sostenere lo sforzo di adeguamento della capacità di risposta della sanità regionale alla sfida posta dal diffondersi dell’epidemia, finanziando l’acquisto di strumentazione e di apparecchiature mediche (respiratori, terapie intensive, ecc.) da parte della sanità pubblica;
  • di dare accesso a strumenti finanziari flessibili e soprattutto rapidi per venire incontro alle esigenze di liquidità di tutte le imprese, ma in particolare di quelle più colpite dalle misure precauzionali messe in atto per ridurre il diffondersi del contagio;
  • di potenziare la capacità produttiva regionale in ambiti strategici quali quelli della prevenzione e della cura di malattie a carattere epidemico, come il Covid-19, attraverso iniziative di ricerca e/o di riconversione produttiva.

Fondi Fse

Per quanto riguarda la programmazione regionale dei fondi Fse in Veneto (che vale oltre 700 milioni) la Giunta regionale ha individuato circa 30 milioni di risorse trasferibili sull’asse 1 “Occupabilità” e sull’asse 2 “Inclusione sociale”. Si tratta di fondi che derivano da alcuni interventi già programmati e che saranno revocati, in particolare rivolti alla mobilità, e da altri bandi che saranno rivisti, o rinviati o con uno stanziamento ridotto. Serviranno per finanziare misure di sostegno al reddito, per sostenere in particolare i lavoratori delle micro-imprese e i lavoratori esclusi dagli interventi previsti dal sistema delle tutele disposte dai provvedimenti nazionali.

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