«Non ci sono soldi per il settore vitivinicolo»: l'allarme dell'assessore regionale Pan

«La strategia della Regione Veneto per vini Igt, Doc e Docg non può che essere quella di intercettare tutti i maggiori aiuti possibili, ma dobbiamo lavorare sulla riduzione delle rese»

Di fronte al crollo dei consumi nazionali e internazionali e alle prime previsioni vendemmiali la Regione Veneto ha avviato il confronto con i consorzi dei vini a denominazione (che rappresentano oltre l’85% della produzione vitivinicola veneta) sulle misure di riduzione delle rese.

«Doccia fredda»

Afferma Giuseppe Pan, assessore regionale all'agricoltura, dopo l'incontro con i rappresentanti del Tavolo Verde regionale e dei Consorzi di tutela vini: «La legge "Cura Italia" ha stanziato appena 100 milioni per l’intero settore dell’agricoltura e per quello della pesca, un pacchetto irrisorio, praticamente una goccia nel mare. Per noi è una doccia fredda. Per il settore vitivinicolo, che è il nostro fiore all’occhiello in termini di fatturato e di export, non ci sono soldi. Da parte del Governo c’è solo la disponibilità a destinare 50 milioni dei fondi del Piano nazionale di sostegno al settore vitivinicolo a due misure emergenziali, la distillazione di crisi e l’ammasso. Dal nostro punto di vista bisogna concentrare tali risorse, per quanto irrisorie, sui vini a denominazione, impegnando il Ministero a far arrivare le risorse a quei territori e a quei produttori che subiranno i danni maggiori».

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Vini Igt, Doc Docg

L'assessore Pan -  che ha anche annunciato un’azione sinergica con Piemonte e Lombardia nei confronti della Conferenza delle Regioni e del Governo - aggiunge: «La strategia della Regione Veneto per vini Igt, Doc e Docg non può che essere quella di intercettare tutti i maggiori aiuti possibili (comprese le due nuove misure incentivate introdotte dalla Commissione europea per l’emergenza Covid per la distillazione di crisi e l’ammasso dei privati), ma dobbiamo lavorare sulla riduzione delle rese e il conseguente contenimento dei "superi" (o "esuberi"?) al fine di salvaguardare il valore di mercato dei vini veneti a denominazione d’origine». I consorzi di tutela delle DO, che evidenziano un calo dei fatturati a causa della chiusura del canale Horeca e prospettive vendemmiali in flessione, hanno chiesto misure di sostegno per diminuire le rese e l’appoggio della regione nella richiesta di allungare i termini temporali e di ottenere maggior flessibilità nell’impiego dei fondi del programma di promozione OCM sui mercati dei paesi terzi.

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