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Crediti d’imposta energetici, Ascom: «La proroga cozza con l'obbligo, burocrazia tiene in scacco imprese»

«Un classico caso di danni conseguenti al rimando a commi e postille di cui è pieno zeppo il nostro ordinamento», commenta il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin

Un “disallineamento” di date tiene in apprensione le imprese. E’ quello che riguarda i crediti d’imposta energetici che, se da una parte vengono prorogati a settembre i termini per il loro utilizzo relativamente al terzo e quarto trimestre 2022, dall’altra, si omette di posticipare l’obbligo di comunicazione dell’importo dei crediti all’Agenzia delle Entrate – che rimane fissato al 16 marzo 2023, pena la decadenza dal diritto alla fruizione dei predetti redditi - con ciò limitando la possibilità, per le imprese, di fruire dei benefici fiscali.

Burocrazia

«Un classico caso di danni conseguenti al rimando a commi e postille di cui è pieno zeppo il nostro ordinamento – commenta il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin – e che conferma, una volta di più, quanto questo Paese sia appeso ad una debordante burocrazia. Detto questo, nel caso in questione, è necessario riallineare i termini legislativi o, quantomeno, abrogare la fattispecie sanzionatoria, vista anche la finalità meramente “ricognitiva” della comunicazione all’Agenzia delle Entrate».

Ascom

E già che siamo, all’Ascom, per tramite di Confcommercio, hanno sollecitato la proroga, almeno per tutto il 2023, della data prevista per il superamento della maggior tutela di prezzo per le forniture di energia elettrica delle microimprese (con potenza pari o inferiore ai 15 kilowatt) - al pari di quanto disposto dal decreto-legge “aiuti quater” per i clienti domestici gas – unitamente all’estensione della sterilizzazione degli oneri generali di sistema anche a tutte le utenze con potenza disponibile superiore ai 16,5 kilowatt, oggi invece escluse dal beneficio. «Abbiamo anche chiesto – conclude Bertin - specifiche misure per aiutare le imprese a sostenere il proprio patrimonio ripartendo in più anni i maggiori oneri sull’energia. Nello specifico abbiamo ribadito la necessità di introdurre la possibilità di capitalizzare tali costi in bilancio in dieci quote annuali di ammortamento, ferma restando la deducibilità fiscale nei soli periodi d’imposta 2022 e 2023».

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