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La cultura ringrazia: fino a 20mila euro di credito d’imposta per le librerie indipendenti

A copertura degli importi pagati a titolo di Imu, Tasi e Tari. Zaglia: "Incentivo fondamentale per un’attività che è trasmissione e difesa della cultura"

E le librerie indipendenti possono esultare. O meglio, i loro proprietari: a decorrere dal 2018, infatti, agli esercenti di attività commerciali che operano nel settore della vendita al dettaglio di libri in esercizi specializzati è riconosciuto (nel limite di spesa, valido per l’intero territorio nazionale, di 4 milioni di euro per l’anno 2018 e di 5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019) un credito d’imposta a copertura degli importi pagati a titolo di IMU, TASI e TARI con riferimento ai locali dove si svolge la medesima attività di vendita di libri al dettaglio, nonché alle eventuali spese di locazione o ad altre spese individuate nel decreto.

Dai 10 ai 20mila euro

Il credito d’imposta è stabilito nella misura massima di 20mila euro per gli esercenti di librerie che non risultano ricomprese in gruppi editoriali dagli stessi direttamente gestite (ovvero le librerie indipendenti) e di 10.000 euro per gli altri esercenti. Cosa poi non di poco conto, il credito non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte dirette e dell'Irap.

“Incentivare trasmissione e difesa della cultura”

Soddisfatto Antonio Zaglia, presidente dei librai Ali Ascom Confcommercio di Padova: “Più che i valori monetari in se stessi è la destinazione di fondi alle librerie indipendenti ciò che va sottolineato del decreto. Da tempo, infatti, chiedevamo che fosse in qualche modo incentivata un’attività che non è solo mero commercio, ma è trasmissione e difesa della cultura”. In attesa che dal ministero arrivino buone nuove circa le modalità operative per il riconoscimento del credito fiscale per le librerie (si dice che le domande dovranno pervenire non oltre il 30 settembre), dall’Ali Confcommercio fanno sapere di avere chiesto l’attivazione di una procedura di facile interpretazione e che non preveda alcun tipo di onere per le librerie e in particolare escluda il ricorso all'asseverazione di un professionista. “Una burocrazia ridotta all’osso – conclude Zaglia – è fondamentale per non gravare sulle librerie indipendenti costi che una piccola azienda non è in grado di sostenere”.

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