Lunedì, 21 Giugno 2021
Economia

Cresce la produzione di Sirmax: la miglior performance la registra lo stabilimento negli Stati Uniti

«Siamo molto soddisfatti di questi dati – commenta Massimo Pavin, presidente e amministratore delegato di Sirmax Group – perché sono frutto di una strategia ben precisa che, in un periodo così particolare, condizionato dalla pandemia, ha fatto la differenza»

Primo trimestre 2021 più che positivo per Sirmax Group. L’azienda di Cittadella, specializzata nella produzione di compound di polipropilene, compound da post-consumo e bio-compound – per i settori dell’automotive, elettrodomestico, power tools e casalingo, elettrico, elettronico, costruzioni, arredamento e packaging -, ha registrato dall’inizio di gennaio alla fine di marzo un aumento della produzione totale, in volumi, del 15%, rispetto allo stesso periodo del 2020. Nell’ambito di questo aumento, spicca la performance della green business unit, ovvero della produzione di bio-compound compostabile e di compound green derivante dal riciclo meccanico di rifiuti urbani, che registra un aumento del 25%. Mentre a livello di macro-aree, sono gli Stati Uniti a crescere più della media di gruppo, raggiungendo un +45% di produzione, grazie soprattutto ai consumi legati alla casa (macchine per il caffè, frigoriferi, lavastoviglie, lavatrici, attrezzi per il fitness). L’Ebitda (margine operativo lordo) ha toccato nel primo trimestre i 12,5 milioni di euro, il 70% in più rispetto allo stesso periodo del 2020. Il fatturato si attesta a marzo sui 100 milioni di euro, dato che proietta il gruppo ad una previsione complessiva di ricavi a 400 milioni alla fine del 2021, dai 300 del 2020.

I dati

«Siamo molto soddisfatti di questi dati – commenta Massimo Pavin, presidente e amministratore delegato di Sirmax Group – perché sono frutto di una strategia ben precisa che, in un periodo così particolare, condizionato dalla pandemia, ha fatto la differenza. In tempi di scarsità di materie prime e di forti oscillazioni dei prezzi, Sirmax ha saputo mettere in atto una politica di approvvigionamenti risultato di una partnership consolidata, trasparente e leale con i fornitori, che ha garantito vicinanza al cliente e continuità nella produzione». I dati positivi del primo trimestre 2021 seguono quelli, altrettanto positivi, del 2020, in cui la crescita dei volumi worldwide, nonostante l’emergenza Covid, si è attestata sul +5% su base annua (+15% solo negli Stati Uniti). Il trend di crescita ha radici negli investimenti effettuati, in particolare nell’economia circolare e nella produzione di materiali green. Investimenti che si traducono nella riqualificazione e ampliamento dello stabilimento SER di Salsomaggiore Terme (PR), dove si concentra l’attività di riciclo meccanico e la produzione di compound da post-consumo; nella riqualificazione e ampliamento di Microtec, a Mellaredo di Pianiga (Ve), stabilimento destinato alla produzione di bio-compound per il settore del packaging alimentare, sia flessibile che rigido; nella costruzione del secondo sito negli Stati Uniti (accanto a quello già esistente, nello stato dell’Indiana), in fase di ultimazione, destinato anch’esso alla produzione di compound green. 

L’andamento del mercato

«Il mercato è ripartito. I trend e i dati ci confermano che la circular economy sta crescendo molto – continua il presidente Massimo Pavin -. Oggi sul totale del nostro business la produzione di materiali green conta per il 15%, ma tutto ci fa pensare che questo dato aumenterà in modo esponenziale nei prossimi 5 anni. Nel 2020 abbiamo registrato circa 20 milioni di ricavi solo per quanto riguarda i bio-polimeri; quest’anno stimiamo di arrivare a 30. Ciò che apprezza il cliente, però, non è solo il prodotto green, ma la sostenibilità a tutto tondo che Sirmax è in grado di offrire. Sostenibilità che significa soprattutto vicinanza: una proximity al mercato e alla clientela, attraverso la quale siamo in grado di anticipare le necessità dei nostri clienti-partner e sperimentare compound sempre più hig-tech, performanti ed eco-compatibili». Il boom di ordinativi si è registrato soprattutto negli Stati Uniti, dove nel 2020 è stata aumentata del 25% la capacità produttiva di Sirmax NA (North America), il primo stabilimento costruito nel 2015. In termini di volumi, nel 2020 lo stabilimento di Anderson, in Indiana, ha registrato un +15%, rispetto alla media di gruppo del 5%. La pandemia ha favorito gli acquisti di tutto ciò che riguarda la casa, elettrodomestici in particolare. Sulla scia di un mercato che si è ripreso molto bene, Sirmax Group è diventata fornitore strategico di General Electric per il settore appliance (elettrodomestici) e prevede un ulteriore potenziamento della capacità produttiva del plant statunitense del 20% per far fronte a tutte le richieste. Tra qualche mese diventerà operativo anche il secondo stabilimento americano, ora in fase di ultimazione (SER North America), che ha richiesto un investimento di 20 milioni di euro, dove si produrranno polimeri con materie prime riciclate da scarti industriali in parte da destinare al mercato, e in parte necessari per la produzione di compound green tecnico in Nord America. «Negli Usa c’è un mantenimento della domanda molto alta per tutto il prossimo semestre e anche oltre – conclude Pavin -. Anche in questo, torna il concetto della proximity: ciò che avvantaggia Sirmax è aver collocato la produzione nelle aree dove opera il cliente. Con i nostri 13 stabilimenti il gruppo è presente in tutte le macroaree del mondo. Questo significa avere in loco la supply chain, istaurare rapporti forti con i fornitori, rapporti strutturati. E i fornitori non hanno lasciato Sirmax a piedi in momenti in cui la pandemia ha costretto a chiudere petrolchimici o acciaierie».

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