Giovedì, 16 Settembre 2021
Economia

Moda in crisi: «Subito interventi strutturali per rilanciare il settore di punta del Made in Italy nel mondo»

Tra gennaio e novembre 2020 la produzione manifatturiera dei settori abbigliamento e pelle è scesa del 31%, mentre il tessile ha registrato un -20,7%

La moda ha subito gli effetti peggiori della crisi: tra gennaio e novembre 2020 la produzione manifatturiera dei settori abbigliamento e pelle è scesa del 31%, mentre il tessile ha registrato un -20,7%.

Appello

«Servono subito interventi strutturali per rilanciare il settore di punta del made in Italy nel mondo, ad alta vocazione artigiana. Sono 1738 le imprese artigiane che operano nella provincia di Padova, danno lavoro a 6.674 addetti»: a lanciare l’appello è la presidente del sistema di categoria tessile, abbigliamento e cuoio Laura Dalla Montà, che rilancia la sollecitazione già espressa nei giorni scorsi dal presidente di Confartigianato Moda Fabio Pietrella, intervenuto in audizione alla Commissione Attività produttive della Camera sul Piano nazionale ripresa e resilienza. Pietrella, nel lamentare l’assenza di interventi dedicati al settore della moda, ha sottolineato la necessità di misure per rilanciare i consumi interni di moda made in Italy e per accompagnare le imprese a riposizionarsi sui mercati internazionali in una logica di filiera. «Le nostre imprese - spiega Dalla Montà - hanno necessità di un sostegno, anche in forma di decontribuzione, per far fronte ai costi legati a ricerca e sviluppo, alla digitalizzazione delle collezioni, alla formazione del personale».

Richieste

Confartigianato ha sollecitato, per le micro e piccole imprese, un credito d’imposta per i costi legati alla creazione di campionari e allo sviluppo delle collezioni, oltre a una garanzia dello Stato sui pagamenti dei clienti. Conclude Laura Dalla Montà: «È necessaria poi una rigorosa attività di vigilanza e di contrasto nei confronti dei fenomeni di concorrenza sleale messa in atto da operatori abusivi e delle pratiche di subfornitura distorta che penalizzano le piccole imprese. Un’altra questione sulla quale è necessario riflettere è rappresentata dagli effetti che la pandemia potrà avere sul settore, anche dopo l’auspicata ripresa: una contrazione della produzione come quella che abbiamo visto negli ultimi mesi porta con sé una perdita di maestranze le cui competenze sono indispensabili per mantenere alta la reputazione della moda italiana. Loro rappresentano un elemento imprescindibile per mantenere viva la tradizione del Made in Italy».

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