Da Padova 200 agricoltori per l'assemblea nazionale a Roma

Calaon: "Noi protagonisti di una nuova stagione, vigileremo sugli impegni assunti dal Governo"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

“Siamo noi i protagonisti della nuova stagione dell’agricoltura che vede nella filiera italiana firmata dai produttori la strada maestra per il settore primario. Abbiamo dato nuovo impulso al nostro progetto, diamo vigore alla nostra strategia che coinvolge l’intera filiera produttiva e il consumatore finale”. Marco Calaon, presidente di Coldiretti Padova, ha accompagnato nella capitale ben 200 agricoltori padovani, in prevalenza giovani, per l’Assemblea Nazionale di Coldiretti al Palalottomatica. Ben 15 mila gli imprenditori agricoli arrivati da tutta Italia all’appuntamento cardine nella costruzione di una Filiera Tutta Italiana e Firmata dagli Agricoltori: il momento ideale per raccogliere idee e riflessioni, analizzare lo stato dell’arte, ascoltare riflessioni e stimoli, tracciare nuovi scenari di quella che si sta rivelando un’esperienza sindacale senza precedenti, in grado di determinare una svolta che va ben al di là della contingenza del settore primario e che coinvolge l’intera filiera produttiva e il consumatore finale.

 “E’ stata l’assemblea del Progetto economico di Coldiretti,  - spiega il presidente Marco Calaon - che ci ha permesso di condividere a livello nazionale i primi tangibili risultati del nostro cammino, partito proprio dal PalaLottomatica il 30 aprile 2009. E’ da quella data che ci siamo concentrati sulla “rivoluzione” dell’agricoltura italiana che ci sta portando finalmente ad essere di nuovo protagonisti del nostro tempo e del nostro agire. A Roma ci siamo ritrovati con i nostri “compagni di viaggio”, le migliaia di migliaia di imprenditori agricoli con i quali stiamo costruendo, tappa dopo tappa, la nuova filiera firmata dai produttori.

L’Assemblea Nazionale è stata un’opportunità unica per incontrarci e confrontarci dopo mesi di intenso lavoro, l’occasione giusta per ribadire la forza delle nostre idee far conoscere i risultati raggiunti. Coldiretti parla di “made in Italy” d’eccellenza, origine e qualità garantite, giusto prezzo, prospettive per i giovani: temi che vanno ben oltre il recinto dell’agricoltura italiana e che tengono vivo quel dialogo con il cittadino consumatore che abbiamo intrapreso da oltre un decennio. Di come la società civile sia sensibile alle nostre sollecitazioni ne abbiamo la conferma tutti i giorni ai mercati di Campagna Amica e nelle altre iniziative sul territorio”.

“Abbiamo sentito tutti le considerazioni e le promesse dei ministri Passera e Catania, – aggiunge Calaon – nei prossimi mesi vigileremo sulla loro messa in pratica per dare finalmente al settore primario ciò che si merita come leva fondamentale dell’autentico “made in Italy” e del rilancio della nostra migliore economia, dove i giovani devono avere delle concrete possibilità di fare impresa. L’entusiasmo non manca, come hanno dimostrato al Palalottomatica, ora servono i fatti”.

Al centro dei lavori dell’Assemblea Nazionale il Made in Italy con i suoi primati economici, ambientali e sociali, per evidenziarne il contributo positivo che può offrire alla crescita sostenibile, in un difficile momento di crisi. Un patrimonio del Paese le cui potenzialità dipendono anche dalla capacità del sistema Italia di sostenere la competitività delle imprese. Con questo obiettivo è stata elaborata la prima analisi sull’efficacia della politica italiana e comunitaria nell’ultima legislatura, alla vigilia della pausa estiva che aprirà di fatto la campagna elettorale. Un’analisi poco lusinghiera per la nostra classe politica che rivela come nell’ultima legislatura è stato impiegato in media quasi un anno (359 giorni) per approvare ciascuna delle proposte di legge di iniziativa parlamentare. Inoltre sulle 8.205 proposte e disegni di legge presentati nel corso dell’ultima legislatura appena 205 sono andati in porto ed approvati, con una percentuale di efficacia di appena il 2,5 per cento, che metterebbe in crisi qualsiasi azienda italiana.

Ecco allora le proposte di Coldiretti per uscire dalla crisi e dall’impasse politico: “L’Italia torni a fare l’Italia”, ha dichiarato a gran voce il presidente Sergio Marini fra gli applausi e lo sventolio delle bandiere giallo – verdi dei 15 mila agricoltori. “Noi rappresentiamo un’idea di crescita e di sviluppo completamente diversa da quella dominante:  l’Italia  e il  suo futuro sono legati alla capacità di tornare a fare l’Italia, cioè di essere l’Italia della grande creatività, delle piccole e medie imprese agricole, artigiane, manifatturiere che poi sanno crescere e conquistare il mondo”. E ancora: “Il vero vantaggio di una spending review “possibile” - ha sottolineato Marini - non è solo nel taglio del personale  pubblico che sarà difficile per il costo sociale che ne deriverebbe ma nel recupero di almeno 100 giornate di lavoro all’anno che gli imprenditori perdono per stare dietro alle carte. Non vanno certo eliminati quegli adempimenti che garantiscono la sicurezza alimentare ed ambientale che qualificano il nostro Made in Italy ma non c’è dubbio che troppo spesso - ha concluso Marini -  la burocrazia si inventa pratiche per giustificare se stessa. Basterebbe ridimensionare questa micidiale spinta creativa per recuperare qualche punto di Pil”.

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