Dal primo gennaio la legge impone pagamenti entro 30 giorni

Ascom Padova. "Ma la pubblica amministrazione, stretta nella rigidità del Patto di stabilità, riuscirà mai a rispettare la norma?"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Dal primo gennaio scattano le nuove regole europee su tutte le nuove transazioni commerciali concluse dal 1° gennaio 2013 in poi. E proprio la pubblica amministrazione dovrà pagare i propri fornitori entro 30 giorni, o al massimo a 60 ma solo in particolari casi (ad esempio per Asl, ospedali e imprese pubbliche). E lo stesso limite riguarderà anche le transazioni azienda-azienda, ma in questo caso il tetto potrà essere superato nel caso ci siano accordi tra le parti che comunque non dovranno essere inique per il creditore.

“Per le amministrazioni pubbliche che non rispetteranno i tempi – spiegano negli uffici dell’Ascom Confcommercio di Padova - scatterà la "sanzione" degli interessi legali di mora, che decorreranno automaticamente dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento senza che sia necessaria la costituzione in mora e che si aggireranno intorno alla soglia del 10 per cento”. Per le imprese invece ci sarà maggiore libertà contrattuale: oltre a concordare l'entità degli interessi moratori potranno decidere, pattuendolo per iscritto, anche di superare la soglia massima dei 60 giorni per pagare.

Il ritardo nei pagamenti è un'emergenza soprattutto in questa periodo di carenza di liquidità per le imprese. In particolare, soprattutto le piccole aziende sono costrette ad aspettare in media circa 180-190 giorni per essere pagate dalla Pubblica Amministrazione con punte record al Sud dove si arriva a superare anche i quattro anni.

“Nonostante le nuove regole europee prevedano sanzioni più certe – concludono all’Ascom di Padova - rimane comunque il rischio (ma verrebbe quasi da dire “la certezza”) che ad onorare la nuova regola stringente di pagamento saranno solo poche amministrazioni”. L'ostacolo più importante continua infatti ad essere posto dal Patto di stabilità, che è all'origine di molti dei ritardi accumulati soprattutto da Comuni e Province. Anche se gli enti territoriali potrebbero ricevere 1,4 miliardi di risorse disponibili in grado di sbloccare una quota equivalente di pagamenti in conto capitale".

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