Meno restrizioni uguale più produzione: i dati estivi delle imprese manifatturiere del Padovano

L'indagine della Camera di Commercio di Padova: su base tendenziale l’attività industriale registra un calo di produzione (-2,5%) e fatturato (-3,1%). Stabili gli ordini interni (-0,4%) ed esteri (-0,1%)

Per effetto dell’attenuazione delle misure restrittive introdotte per contenere la diffusione del Covid-19, tra luglio e settembre 2020 la produzione delle imprese manifatturiere a Padova e nella provincia segna un rialzo del +15,3% (variazione congiunturale destagionalizzata) rispetto al secondo trimestre, inferiore al dato medio regionale (+23,7%). Su base tendenziale l’indicatore registra, invece, una contrazione del -2,5%, in linea con il -2,4% del Veneto. L’andamento del fatturato è parimenti negativo (-3,1%), mentre restano sostanzialmente stabili gli ordini interni (-0,4%) ed esteri (-0,1%), rispetto a una flessione più marcata degli ordinativi registrata a livello regionale.

L'indagine

È quanto emerge dall’indagine VenetoCongiuntura di Unioncamere del Veneto condotta su un campione di imprese manifatturiere della provincia patavina con più di 10 addetti. Il terzo trimestre del 2020 risente dell’emergenza sanitaria mondiale ma anche dell’attenuazione delle misure restrittive introdotte per contenere la diffusione del Covid-19 che hanno permesso in parte di evitare il crollo dell’attività industriale emerso nei primi sei mesi dell’anno. Per quanto riguarda le previsioni per i mesi invernali, tra gli imprenditori c’è un certo ottimismo, ma il clima rimane inevitabilmente complesso e incerto. I dati sono stati raccolti nel mese di ottobre, prima del forte riacutizzarsi della pandemia e prima della nuova serie di misure restrittive adottate in Italia: ci potrebbero quindi restituire una fotografia che appare già superata dagli eventi. Nel terzo trimestre i saldi tra coloro che prevedono un incremento e coloro che si attendono una diminuzione risultano positivi per tutti gli indicatori analizzati. Per la produzione il saldo risulta pari a +15,4%. Positivo anche il saldo previsionale per il fatturato (+11,9%) e per gli ordinativi dove c’è una maggiore fiducia nella ripresa di quelli interni (+17,5%) rispetto a quelli esteri (+14,5%), diversamente da quanto emerge per il dato regionale.

Il commento

Antonio Santocono, Presidente della Camera di Commercio di Padova, commenta così i dati: «Siamo di fronte a uno dei momenti più bui per il sistema produttivo italiano. Le nostre imprese stanno vivendo un periodo drammatico con conseguenze molto pesanti. Proprio in questo perdurare della crisi, l’indagine offre informazioni sullo stato di salute della nostra industria manifatturiera tali da consentirci una comprensione di quanto essa necessiti in termini di attenzione e aiuti. Dopo un’estate trascorsa tra segnali di ripresa e fiducia legati all’allentamento delle misure di contenimento della pandemia che hanno fatto segnare un importante rimbalzo congiunturale, in queste ultime settimane l’emergenza sanitaria si è riproposta con indiscutibile criticità facendo prefigurare un futuro di maggiore incertezza. Eppure, dall’inizio della pandemia, le nostre imprese non hanno mai mollato dimostrando tutta la loro resilienza dinanzi alla recessione sanitaria. Complessivamente le imprese manifatturiere padovane mostrano infatti una flessione meno marcata rispetto a quella che si è registrata a livello regionale, anche se per quanto riguarda il dato sulla produzione i valori collocano Padova in uno stadio di maggior sofferenza nel terzo trimestre di quest’anno. Dagli indicatori sulle previsioni per l’ultimo trimestre di questo 2020 emerge però una maggiore propensione all’ottimismo, sintomo della voglia di reagire che contraddistingue le imprese patavine e il desiderio di ripartire».

Demografia d’impresa

Dai dati sulla demografia d’impresa relativi al terzo trimestre 2020, considerato il periodo Covid, ci si poteva attendere una contrazione del numero di imprese. I dati elaborati dalla Camera di Commercio di Padova fotografano invece il contrario: tra luglio e settembre 2020 lo stock delle sedi di impresa attive patavine rimane pressoché stabile (+119 unità). Stazionarietà che si aggiunge al leggero aumento registrato nel secondo trimestre (+217 sedi), così che, osservando nel suo insieme il periodo da fine marzo a settembre 2020, per così dire il periodo culmine dell’emergenza sanitaria con il conseguente lockdown di molte attività economiche, la consistenza delle imprese a Padova cresce di +336 unità. Tra aprile e settembre 2020, infatti, si osserva un consistente ridimensionamento del numero di iscrizioni e di cessazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A Padova le iscrizioni si riducono circa di un quarto (-24,7%) quasi alla pari delle cessazioni (-22%). Il bilancio demografico rispecchia una “nati-mortalità” congelata dal lockdown e dalle sue possibili conseguenze, e fa presagire un comportamento attendista delle imprese rispetto allo shock provocato dalla pandemia. Al 30 settembre 2020 lo stock di imprese attive in provincia di Padova è risultato pari a 86.436 unità a cui si aggiungono 20.440 unità locali. Considerando la loro variazione su base annua, si confermano negative le variazioni tendenziali (settembre 2020 rispetto a settembre 2019): -678 sedi di imprese attive (-0,8%). Il dato annuale incorpora principalmente gli effetti amministrativi delle maggiori cessazioni d’impresa che solitamente si registrano con maggiore intensità tra gennaio e febbraio (prima dunque del lockdown). L’analisi settoriale vede in crescita le aziende dei servizi alle imprese (+0,8% sedi d’impresa e +1,8% unità locali dipendenti) e dei servizi alle persone (stabili le sedi e +1,8% unità locali). I comparti più penalizzati rimangono il manifatturiero, l’agricoltura e pesca (entrambi -1,8%), l’alloggio e la ristorazione (-1,6%) e il commercio (-1,5%), più contenuta la variazione delle costruzioni (-0,6%).

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