Donazzan: “Convocheremo tavolo comparto termale euganeo, miriamo a visione strategica e globale”

L'assessore regionale al Lavoro interviene sulla disdetta unilaterale del contratto integrativo territoriale che regolava i rapporti nel settore termo-alberghiero

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

“Convocheremo presto un tavolo specifico per il “comparto Termale Euganeo di Padova”, onde verificare la possibilità di intraprendere un percorso condiviso tra le parti a salvaguardia delle aziende e dei lavoratori del bacino, ed il nostro intento è quello di andare verso modelli innovativi che permettano la tutela di tutti con un risparmio per la collettività e non con un aumento di costi, ma che evitino però la precarizzazione dei posti di lavoro e un aumento della spesa sociale, facendo in modo che vi sia al contempo la flessibilità necessaria alle aziende”.

Elena Donazzan, assessore regionale al Lavoro, interviene così relativamente alla disdetta unilaterale del Contratto Integrativo Territoriale che regolava i rapporti nel settore termo alberghiero avvenuta il 30 aprile che, come spiega: “Mette in discussione l’equilibrio, seppur di minima,  raggiunto in questi anni, determinando una forte incertezza sia per le aziende che per i lavoratori”.

“Come Regione - sottolinea Donazzan - avevamo infatti voluto rafforzare la trattativa in corso tra le parti del Bacino Termale Euganeo di Padova, ritenendola indirizzata a garantire da un lato la tutela dei lavoratori e dall’altro le necessità di flessibilità richiesta dalle imprese del comparto, ed avevamo ritenuto opportuno, con le parti sociali, introdurre e sottoscrivere nelle linee guida del 2012 la possibilità, per le imprese dello stesso Bacino, di beneficiare di un periodo di integrazione salariale per Cig in deroga fino ad un massimo di 30 giornate di sospensione/riduzione nel 2012 che si sommano alle giornate di sospensione (art. 19 L.2/2009) cofinanziate con la bilateralità”.

“Purtroppo - prosegue l’assessore regionale - il precipitare della situazione, con la disdetta del contratto integrativo, impone uno sforzo di responsabilità per riavviare un confronto che non può prescindere dalla necessità di tutelare un settore produttivo e occupazionale, chiedendo di  evitare  ricorsi legali o interpretazioni giuridiche puntuali, che rischierebbero solo di dare ulteriore incertezza e instabilità all’intero settore, mirando  invece a far prevalere una visione strategica e globale del comparto”.

“In particolare - prosegue Donazzan-, ritengo controcorrente e pericoloso focalizzarsi sulla stagionalità del comparto termale, proprio quando per superare questo momento di crisi molte realtà sia Venete che Italiane  stanno premendo per una destagionalizzazione dell’offerta turistica”. “E’ necessario infatti- conclude l’assessore regionale -  affrontare in maniera organica i problemi del comparto, legati sìalla crisi economica globale attuale, ma anche al trascinarsi nel tempo di una visione priva di soluzioni organiche utili al rilancio dello stesso settore, che sotto il profilo meramente occupazionale degli addetti è sempre rimasto ancorato alle forzature degli ammortizzatori sociali riproposti negli anni”.

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