Economia

«Se non si interviene i cantieri inizieranno a chiudere»: il grido di allarme di Ance Padova

«Quella che è in atto è una vera e propria manovra speculativa che sta mettendo in ginocchio molte imprese edili del padovano. È a rischio la tenuta del sistema perché per paura del caro-prezzi delle materie prime molte aziende rifiutano i lavori mettendo in cassa integrazione i dipendenti»

L’Ance Padova e il suo presidente, Alessandro Gerotto, sono intervenuti più volte negli ultimi mesi sul problema del caro prezzi, che sta diventando una vera e propria emergenza.

Testimonianza

E questa volta ha dato voce al grido d’allarme di Antonio Mengato, imprenditore che guida un’impresa edile di 200 collaboratori: «Quella che è in atto è una vera e propria manovra speculativa che sta mettendo in ginocchio molte imprese edili del padovano. È a rischio la tenuta del sistema perché per paura del caro – prezzi delle materie prime molte aziende rifiutano i lavori mettendo in cassa integrazione i dipendenti. Questo accade perché oggi vi è il rischio di lavorare sotto costo e in molti, quindi, preferiscono rimanere fermi ed accedere ai sussidi dello Stato. Quella che stiamo vivendo è una vera e propria emergenza orchestrata dalle aziende produttrici di materie prime che stanno facendo quello che vogliono sul mercato provocando una impennata dei prezzi mai vista prima. Ci sono diverse imprese del padovano che sono pronte a bloccare i cantieri perché non riescono a reperire i materiali».

Materiali

Antonio Mengato riporta un esempio concreto facendo riferimento ai materiali elettrici, quelli acciaiosi, il legname e gli isolanti: «Sono praticamente introvabili in tutta Europa e quelli che si riescono a reperire hanno prezzi folli. Da un lato è aumentata la richiesta a causa del Superbonus, ma dall’altro lato chi produce questi materiali sta giocando sporco per aumentare i prezzi. E chi paga il conto sono le imprese edili che vedono aumentare i costi ed anche i tempi di consegna. Basti pensare che normalmente i materiali arrivano in 2-3 settimane dal giorno dell’ordine, mentre, oggi ci vogliono almeno sei mesi. E per l’aumento dei prezzi e per i ritardi non vi è nessuna ragione oggettiva o giustificazione plausibile. Fa parte della strategia speculativa che gli operatori sia italiani che stranieri stanno mettendo in atto ormai da mesi senza che nessuna istituzione o autorità intervenga. E noi imprenditori dobbiamo rispettare i preventivi. E se le stazioni appaltanti pubbliche cercano di venirci incontro in qualche modo i privati, invece, non arretrano di un centimetro e non conoscono mediazioni neppure nell’applicazione delle penali. La manovra speculativa di cui siamo vittime oggi sta facendo lavorare le imprese edili in perdita, si allungano i tempi di consegna con il rischio di penali ed una marginalità bassissima. È un quadro cupo che fa sentire i suoi effetti non sui grandi gruppi, ma sulle aziende medio piccole che sono li cuore pulsante del nostro tessuto economico locale. E nel lungo periodo con operai in cassa integrazione ed aziende che chiudono il conto lo pagherà lo Stato che dovrà pensare ad ammortizzatori per tutte quelle persone che rimangono senza lavoro senza contare che l’edilizia è un attore fondamentale per il Pil del territorio e del Paese».

Ance Padova

Il presidente Alessandro Gerotto di Ance Padova commenta così: «Quella di Antonio è una testimonianza che dà voce ad una situazione che stanno vivendo moltissime imprese. Sul tema delle materie prime e del caro prezzi è necessario intervenire in modo rapido ed incisivo per evitare di creare danni ingenti al settore e all’economia italiana. Ance Padova è al fianco delle imprese e si fa megafono di questo grido d’allarme del settore per una situazione insostenibile».

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