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Suicidio Zanardi, un anno dopo la rinascita della cooperativa

Alla morte del titolare, toltosi la vita perchè schiacciato dai debiti, alcuni lavoratori della casa editrice hanno dato vita al progetto per portarne avanti il prestigio. Federcontribuenti: "La crisi c'è ancora, 40 i suicidi nel 2015"

Sembra che il peggio sia passato ma, secondo i dati di Federcontribuenti, la crisi in realtà morde ancora e sono molti i lavoratori che, credendo di non farcela, trovano come unica soluzione la morte.

LA CRISI NON È FINITA. A dirlo è il presidente Marco Paccagnella che commenta: “Di suicidi non si parla più non perchè la gente non si ammazza più, ma perchè la notizia è passata di moda e poi diventerebbe una nota troppo stonata davanti alle scoppiettanti dichiarazioni di ottimismo del governo Renzi. Le aziende continuano a fallire, gli impiegati vengono licenziati di continuo, le banche insistono nel loro gioco al massacro e il fisco distrugge ogni rimasuglio di speranza”. Sono già 40 i suicidi dei lavoratori dal 1 gennaio 2015.


LA ZANARDI EDITORE. Insomma il cambio di rotta è lontano ma ci sono anche realtà che provano a rinascere. È il caso della cooperativa Lavoratori Zanardi, ex Zanardi Editore, partita in produzione con 21 lavoratori (degli iniziali 300) il 3 novembre 2014 a nove mesi dal suicidio del titolare, toltosi la vita perché schiacciato dai debiti. Una ripartenza non facile: i lavoratori, la sua famiglia hanno messo in campo le proprie risorse economiche, lavorando anche gratis pur di continuare il progetto. I primi due mesi di attività, sono riusciti a fatturare 360mila euro, poca cosa per una azienda che produce libri esclusivi, dalla tiratura limitata, dove una copia arriva a costare anche 2.500 euro. Ma la strada, dicono, sembra quella giusta per riuscire a recuperare i clienti, soprattutto quelli esteri, con l'obiettivo di riportare in azienda gli impiegati di un tempo.

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