Il falso extravergine fa crollare del 32% i prezzi del vero olio

Coldiretti ai parlamentari padovani: "Sostenete la proposta di legge salva made in Italy per tutelare l’eccellenza dell’olio extravergine dei nostri colli Euganei"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Il prezzo pagato agli agricoltori per il vero olio di oliva è crollato del 32 per cento anche per effetto degli inganni e delle frodi che danneggiano il settore e colpiscono produttori e consumatori. La denuncia arriva da Coldiretti Padova durante l’incontro di oggi a Montegrotto con i parlamentari padovani invitati a dare il proprio sostegno alla proposta di legge per la tutela dell’origine e della qualità del vero olio d’oliva vergine. "A partire dal nostro olio extravergine dei Colli Euganei - come ha ribadito il presidente degli olivicoltori euganei Carlo Foccoli - eccellenza della tradizione agricola del territorio nonché vanto per centinaia di produttori. Questo prodotto, apprezzato e ricercato dai consumatori, non è però adeguatamente difeso dalla legislazione italiana".

Anzi, l’offensiva del falso olio d’oliva si fa sentire e ha delle ripercussioni negative sul prezzo dei prodotti autentici, ma anche sul patrimonio ambientale, impoverito di decine di migliaia di piante d’olivo, e sul fronte occupazionale. Per questo è importante la proposta di legge salva-olio Made in Italy che vede come primi firmatari la senatrice Colomba Mongiello (Pd) e il senatore Paolo Scarpa Buora (Pdl), a dimostrazione di un vasto consenso che ci si augura conduca ad un iter rapido. L’iniziativa ad oggi è stata sottoscritta dai senatori padovani Maria Elisabetta Alberti Casellati, Luciano Cagnin, Paolo Giaretta e Maurizio Saia. Dalla Camera arriva il sostegno di Filippo Ascierto, Massimo Bitonci, Antonio De Poli, Giustina Destro, Lorena Milanato, Margherita Miotto, Alessandro Naccarato.

“Ringraziamo i parlamentari padovani per il convinto sostegno a questa iniziativa. – spiega Walter Luchetta, direttore di Coldiretti Padova - Ne va anche del futuro del nostro olio extravergine dei Colli Euganei. A Padova la produzione di olio d’oliva è concentrata nell’area dei Colli Euganei. Gli ettari coltivati sono più di 400, le piante quasi 150 mila e la produzione media annua di olio d’oliva si attesta sui 2.300 quintali che permettono di ricavare 250 mila litri d’olio d’oliva. Le imprese agricole impegnate in questo settore sono almeno 600, tutte fortemente orientate alla qualità ed alla tutela dell’ambiente e del territorio. I Comuni a più alta vocazione olivicola sono Arquà Petrarca, con il 30% delle coltivazioni, Baone con il 20%, Cinto Euganeo con il 16% e Galzignano Terme per un altro 10%. In provincia sono attivi tre frantoi: lo storico Frantoio di Valnogaredo, “Colli del Poeta” di Arquà Petrarca e “Cornoleda” di Cinto Euganeo. L’olio prodotto, nonostante i numeri contenuti, è molto apprezzato e ricercato dai consumatori per il suo gusto fruttato e delicato.

La produzione lorda vendibile si attesta sui 3,5 milioni di euro, senza contare l’indotto (vivaismo, frantoi, aziende di imbottigliamento, rivenditori, ecc.) che fa salire il fatturato e garantisce posti di lavoro. Quanto ai prezzi, la quotazione media al dettaglio dell’olio extravergine dei Colli Euganei è di 13-14 euro al litro, a fronte di un costo di produzione in campo che oscilla fra i 9 e 10 euro al litro, senza tener conto dei costi della manodopera. Di fronte a questi numeri viene da chiedersi come sia possibile trovare in vendita dell’olio “extravergine d’oliva” ad appena 3 euro al litro”.

E’ di qualche giorno fa la notizia dell’operazione dei Carabinieri dei Nas che hanno scoperto un traffico di circa 500.000 litri di olio extra vergine di oliva contraffatto da parte di una organizzazione che reperiva anche in ambito internazionale (Spagna e Maghreb) le materie prime per la sofisticazione degli olii (clorofilla e betacarotene) per poi cederle ad oleifici compiacenti. I Carabinieri svelano così il “mistero” delle tante anomalie che si trovano sul mercato dove occorre diffidare da quegli olii che sono venduti a prezzi che non riescono a coprire neanche i costi di raccolta delle olive. I prezzi pagati ai produttori agricoli crollano infatti per effetto della concorrenza sleale provocata dagli inganni e contraffazioni nonostante il fatto che i consumi di extravergine delle famiglie sono aumentati del 4,2 per cento nel 2012 e la produzione nazionale si è ridotta addirittura del 6 per cento nell’ultima raccolta. L’arrivo di olio di oliva straniero in Italia ha raggiunto il massimo storico di 584mila tonnellate e ha superato la produzione nazionale, in calo nel 2011 a 483mila tonnellate.

“ll risultato del sorpasso – aggiunge Luchetta - è il fatto che oggi la maggioranza delle bottiglie di olio proviene da olive straniere senza che questo sia sempre chiaro ai consumatori. Assistiamo anche ad una forte riduzione della qualità dell’olio in vendita, oltre che a una pericolosa proliferazione di truffe e inganni. L’Italia è il primo importatore mondiale di olio che per il 74 per cento viene dalla Spagna, il 15 per cento dalla Grecia e il 7 per cento dalla Tunisia, proprio i Paesi coinvolti dalla truffa scoperta dai Nas. E forse non è un caso che secondo una analisi Coldiretti/Eurispes il 19,1 per cento dell’olio extracomunitario importato in Italia nel 2010 è stato destinato alla provincia di Lucca. Nel 2011 si è verificato un ulteriore aumento del 3 per cento nelle importazioni di olio di oliva dall’estero che sono quasi triplicate negli ultimi 20 anni (+163 per cento), sommergendo di fatto la produzione nazionale, che sarebbe peraltro quasi sufficiente a coprire i consumi nazionali. Gli oli di oliva importati in Italia vengono infatti mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri dove sono state esportate 364mila tonnellate nel 2011”.

Sotto accusa è anche la mancanza di trasparenza visto che quattro bottiglie di olio extravergine su cinque in vendita in Italia contengono miscele di diversa origine, per le quali è praticamente illeggibile la provenienza delle olive impiegate, secondo una indagine della Coldiretti. E questo nonostante sia obbligatorio indicarla per legge in etichetta dal primo luglio 2009, in base al Regolamento comunitario n.182 del 6 marzo 2009. Sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è quasi impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva. La scritta è riportata in caratteri molto piccoli, posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile.

“Inoltre spesso le bottiglie con extravergine ottenuto da olive straniere – conclude il direttore di Coldiretti Padova - sono vendute con marchi italiani e riportano con grande evidenza immagini, frasi o nomi che richiamano all’italianità fortemente ingannevoli. I consumatori dovrebbero fare la spesa con la lente di ingrandimento per poter scegliere consapevolmente”.

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