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Laboratori condivisi: vantaggi importanti per gli agricoltori e per i cittadini

I Farmers’ Lab diventano realtà, con l’inizio della fase di progettazione del servizio collaborativo di trasformazione dei prodotti ortofrutticoli per i piccoli produttori

I Farmers’ Lab si avviano a diventare realtà, con l’inizio della fase di progettazione del servizio collaborativo di trasformazione dei prodotti ortofrutticoli per i piccoli produttori. L’idea, nata due anni fa nell’ambito di un concorso promosso dall’Associazione Giovani Agricoltori di CIA Padova, finanziata dalla Misura 16 del Psr Veneto, sta prendendo forma, e procede verso la prima tappa della sua realizzazione. Gli obiettivi di importanza cruciale sono i seguenti: generare un reddito equo per la sostenibilità delle piccole aziende agricole, preservare il territorio grazie alla continuità nelle coltivazioni agricole, e garantire ai cittadini prodotti sani e locali.

Le trasformazioni

I numeri parlano chiaro: in media, la trasformazione del prodotto agricolo comporta una crescita media del valore del 50%, e si calcola che, grazie ai laboratori condivisi, questa percentuale arriverà all’80%. In pratica, a parità di prezzo del prodotto per i consumatori, gli agricoltori aumenteranno il loro reddito, grazie alla riduzione dei costi derivante dalla condivisione dei laboratori. Saranno almeno 20 gli operatori che conferiranno il prodotto nella prima fase di start up del Farmers Lab. Il ristorante biologico Ca’ Sana ha ospitato 50 operatori del settore, tra agricoltori e tecnici esperti provenienti dalla provincia di Padova e anche da altre regioni limitrofe al Veneto, suddivisi in 4 gruppi, per una 12 ore interamente dedicata ad un confronto sulle possibilità di sviluppo dei Farmers’ Lab. Un vero e proprio agri-hackathon, denominato per l’occasione Tomato Jam, in cui è stato progettato un prototipo di servizio di co-farming dedicato alla trasformazione del pomodoro, il primo prodotto su cui costruire un sistema in grado di trattenere sul territorio il valore aggiunto che viene prodotto dagli agricoltori.

I lavori

Al termine dei lavori, i gruppi hanno illustrato le proprie idee per la fattibilità del laboratorio condiviso: «E’ stata l’occasione per utilizzare un'altra metodologia partecipativa, che ha permesso di esprimere la ricchezza e l’intraprendenza del mondo agricolo – dichiara il Vicepresidente di CIA Padova, Luca Trivellato - Gli agricoltori hanno mostrato moltissimo interesse per l’iniziativa, apportando un contributo importante in termini di idee. Stiamo collaborando con vari enti pubblici per l’identificazione dello spazio per permettere la realizzazione del laboratorio». Il Galileo Visionary District, con i suoi studenti, è tra i partner dell’iniziativa: «La collaborazione con CIA e gli altri partner si inserisce nella nostra attività dedicata allo sviluppo del territorio – dice la Presidente Francesca Gambarotto -. Questo progetto, che mira a coinvolgere l'intera filiera alimentare nella realizzazione di un laboratorio condiviso di trasformazione delle materie prime dell'agricoltura, ci ha permesso di lavorare all'immagine coordinata dell’idea e a quegli aspetti grafici e di branding propedeutici ad un più ampio lavoro legato al packaging e alle linee guida per la promozione e distribuzione dei prodotti trasformati».

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