Fase 2, esulta Appe Padova: «Benissimo la distanza di un metro anche per i pubblici esercizi»

«Le linee guida regionali sono più morbide di quelle Inail ma comunque garantiste del diritto alla salute delle persone e dei principi della prevenzione alla diffusione del virus»

Filippo Segato, segretario di Appe Padova

C'è soddisfazione. Decisamente: l'Associazione Provinciale Pubblici Esercizi di Padova accoglie con gioia la notizia che bar, ristoranti, pizzerie e trattorie potranno basarsi sulle linee guida regionali, e che quindi viene meno il maxi-distanziamento tra tavoli ipotizzato dalle indicazioni dell'Inail.

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Appe Padova

Commenta Filippo Segato, segretario di Appe Padova: «Siamo particolarmente contenti di aver appreso che Governo e Regioni abbiano trovato la quadra per le linee guida per i settori lavorativi, tra cui ovviamente quello della ristorazione. Siamo soddisfatti perché sono state accolte le richieste della Federazione Italiana Pubblici Esercizi, quindi non seguire le restrittive linee guida Inail ma una previsione molto più morbida e comunque garantista del diritto alla salute delle persone e dei principi della prevenzione alla diffusione del virus. Siamo convinti che la distanza interpersonale di un metro, che possiamo indicare come la "stella polare" che ha sempre guidato le scelte del legislatore, vada benissimo anche per i pubblici esercizi: bene, quindi, ha fatto anche la Regione Veneto a insistere su questi concetti. Adesso la palla passa ai singoli esercizi, che dovranno recepire queste linee guida in un protocollo aziendale che dovrà ispirarsi ad esse e contenere le modalità di messa in atto direttamente presso l'azienda. A tal fine come Appe abbiamo già preparato un protocollo aziendale generico che gli esercenti possono già utilizzare da lunedì. Chiaro poi che questo protocollo debba diventare nel più breve lasso di tempo possibile un protocollo aziendale specifico, perché diventa una sorta di manuale d'uso e di istruzioni con prescrizioni che devono essere tassativamente rispettate. Questo protocollo consentirà all'esercente di mettersi al riparo da eventuali responsabilità anche penali qualora dipendenti, fornitori o clienti dovessero contrarre il virus e fosse dimostrato che è stato contratto nel pubblico esercizio, per cui è fondamentale averlo».

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