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Ferragosto in hotel alle Terme? "Pochi italiani e spendono meno”

Il presidente dell'Assoalbergatori traccia un bilancio per l'area di Abano e Montegrotto, dove per il periodo è stato registrato un discreto afflusso di turisti. Lontano però il tutto esaurito di un tempo

Per la settimana di Ferragosto, che tra l’altro cadeva anche come ponte, il centro di prenotazioni AbanomontegrottoSì ha registrato un discreto afflusso di turisti, ma che non ha portato al tutto esaurito che si censiva un tempo se non in qualche sparuto caso, con disponibilità in molte strutture e soggiorni minimi richiesti anche di poche notti. Secondo i dati dell’Assoalbergatori, in seguito ad una rapida ricognizione tra gli associati, l'esito della settimana di Ferragosto è in linea con una stagione che tarda a sbocciare: un luglio con un crollo oltre il previsto e chiusura programmata di una quindicina di hotel, e, seppur migliore, un agosto "tiepido".

MANCA RICAMBIO GENERAZIONALE. “Il vero problema è al momento il turista italiano - commenta il presidente dell’Assoalbergatori, Gianluca Bregolin - sia perché in calo (dal 60% al 55% dell’attuale clientela dal 2011 al 2012) sia perché assolutamente poco incline alla spesa. La clientela fidelizzata torna e cerca di mantenere la consueta settimana di vacanza termale, ma magari ti racconta anche dell’impossibilità a sostenere le spese dei trattamenti a causa della cassa integrazione, in qualche caso si rifiuta persino di pagare la tassa di soggiorno. Inoltre manca completamente il cliente nuovo, non vediamo un ricambio generazionale".

Presidente G Bregolin-2MONTEGROTTO SVANTAGGIATA. "La situazione si fa poi irrimediabilmente più complessa per Montegrotto Terme - puntualizza Bregolin - meno richiesta dal cliente anche per la minore proposta in termini di centro cittadino e di animazione, fattore che si ripercuote poi sull’economia di alberghi che invece, nel loro interno, investono anche grosse cifre per attirare il cliente”.

LA DENUNCIA DI ASSOALBERGATORI: "Cartellonistica scarsa e scadente"

LAST MINUTE. Previsioni per settembre? “Si naviga a vista, come oramai da tempo – conclude Bregolin - Si fatica a dire a dieci giorni di distanza se il mese di settembre si riconfermerà il perno della nostra alta stagione o se i nostri clienti più affezionati daranno forfait. È ancora presto per esprimersi. Il last minute è all’ordine del giorno e rispondere in maniera adeguata in quanto a servizi richiesti non è altrettanto facile. La qualità non si improvvisa, ma i nostri hotel sono preparati dall’esperienza ad offrirsi al meglio”. 

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