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Formazione, Elena Donazzan e i dati: "In Veneto due tirocinanti su tre trovano lavoro"

Degli oltre 90 mila tirocini attivati in Veneto tra il 2013 e il 2015, il tasso di ricollocazione, cioè di impiego a distanza di un anno, risulta essere del 69%

Il dato emerge dal report di Veneto Lavoro, l’ente strumentale della Regione Veneto che monitora il mercato del lavoro. Degli oltre 90 mila tirocini attivati in Veneto tra il 2013 e il 2015, il tasso di ricollocazione, cioè di impiego a distanza di un anno, risulta essere del 69%. Percentuale che sale per al 74 % per i tirocinii attivati nell’ambito di Garanzia Giovani, il programma rivolto ai giovani under 29 anni che non studiano e non lavorano.

DATI. Complessivamente, nel 2015, in Veneto hanno svolto un tirocinio oltre 35mila persone tra disoccupati, studenti, neodiplomati o neolaureati e soggetti svantaggiati, le aziende coinvolte, in prevalenza piccole aziende del settore terziario, sono state 19.000,  4.500 in più rispetto al 2013. Il report di Veneto Lavoro attesta che, nella maggior parte dei casi, al tirocinio fa seguito un contratto a tempo determinato (28%) o di apprendistato (26%) o un nuova esperienza di tirocinio (22%), o contratti di somministrazione e a tempo indeterminato (entrambi al 9 %) I tirocinanti sono soprattutto giovani tra i 20 e i 25 anni, disoccupati o in cerca di lavoro, italiani e con livelli di istruzione mediamente elevati (in due casi su tre si tratta di diplomati o laureati). E la maggior parte degli inserimenti occupazionali è avvenuta all’interno della stessa impresa nella quale si è svolta l’esperienza di tirocinio.

DONAZZAN. “I dati evidenziano che il tirocinio è un strumento che, se ben utilizzato , rappresenta una valida porta di accesso al mondo del lavoro – sottolinea l’assessore regionale al lavoro e alla formazione Elena Donazzan – La prova della sua efficacia viene da una ulteriore verifica:  63 giovani su 100 hanno effettuato un solo tirocinio, e poi hanno trovato subito lavoro, molto spesso nella medesima azienda. Solo 1 su 10 ha svolto tre o più tirocinii tra il 2013 e il 2015. Anche questo è un indicatore oggettivo della serietà con cui Regione, categorie economiche, enti di formazione ed imprese hanno costruito questo percorso di inserimento lavorativo”.

LAVORO VERO. “Se al numero dei tirocinii affianchiamo anche quello delle work experience, cioè periodi temporanei di apprendimento nelle imprese finalizzati ad innalzare le competenze e i profili dei giovani o dei disoccupati e nel contempo utili al bisogno del sistema produttivo –prosegue l’assessore Donazzan – la percentuale degli inserimenti occupazionali a due anni dalla conclusione del percorso formativo sale all’82 per cento. Le work experience sono uno strumento ‘inventato’ dalla regione Veneto e sostenuto coni fondi comunitari Fse. E dimostrano che quando la formazione dialoga direttamente con il sistema delle imprese, è possibile costruire progetti che creano lavoro vero, e non percorsi illusori”.

IN VENETO NO SPRECO DI DENARO PUBBLICO. “Dal report Lavoce.info apprendiamo che non in tutta Italia percorsi formativi e tirocinii hanno la medesima efficacia, anzi spesso nascondono un grande spreco di denaro pubblico – rileva Elena Donazzan – Ma non è questo certamente il caso del Veneto. Dove, come riconosce anche la commissione lavoro del Senato, l’attento e sistematico controllo della Regione sul sistema di accreditamento degli enti di formazione, il monitoraggio sui percorsi formativi e sulle imprese condotto anche in collaborazione con la Guardia di Finanza, e il coinvolgimento diretto delle imprese nella costruzione di esperienze formative professionalizzanti, come i tirocinii e le work experience, sono il miglior antidoto rispetto a facili abusi e la miglior garanzia di vera occupabilità”.

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