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Giovani imprenditori di Coldiretti Padova alle "Bonifiche ferraresi" con il premier Gentiloni

Il presidente del Consiglio: "C’è fiducia in un nuovo nuovo modo di fare impresa"

Giovani imprenditori agricoli testimoniano al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni la voglia di fare fare impresa e di dare un futuro all’agricoltura italiana. Fra gli agricoltori “under 35”  di Coldiretti arrivati ieri a Ferrara, all’azienda “Bonifiche Ferraresi” a Jolanda di Savoia, anche una delegazione di giovani imprenditori padovani, “testimonial” dell’innovazione e delle nuove idee per il settore primario insieme al presidente nazionale di Coldiretti Roberto Moncalvo.

GIOVANI PROMESSE. "Le giovani promesse della nostra agricoltura - afferma Giovanni Roncalli, direttore di Coldiretti Padova - con questa visita ad una azienda agricola modello per tecnologia e innovazione hanno avuto l’opportunità di conoscere come sta cambiando l’agroalimentare e quale contributo possono portare le nuove generazioni. I nostri giovani studiano all’università, girano il mondo, sono esperti nei settori più disparati: ecco l’identikit del nuovo imprenditore agricolo”. 

GENTILONI. “E’ anche grazie alla Coldiretti se il settore agricolo in questi anni ha guadagnato molti punti", ha detto il presidente del Consiglio. "In Italia siamo i numeri uno o i numeri due in tutti i momenti del processo di trasformazione agricola, dal ciclo del freddo al packaging e a qualsiasi di questi aspetti", ha sottolineato Gentiloni, asserendo che "nel paesaggio del lavoro italiano il posto in agricoltura sta tornando a tirare in positivo". Secondo il Premier è straordinario che “non per rassegnazione, ma per investimento e per fiducia in un nuovo modo di fare impresa, sia cresciuto il numero di giovani under35 che tornano a lavorare in agricoltura, in molti casi come imprenditori".

MINISTRO POLITICHE AGRICOLE. Dopo i saluti dell'amministratore delegato di Bonifiche Ferraresi Federico Vecchioni, è intervenuto anche il Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina. "Grazie all'intervento di Cassa depositi e prestiti e all'attività sviluppata con il Governo siamo nelle condizioni di mettere in dotazione per lo sviluppo dei bandi praticamente 300 milioni di euro, 60 dei quali derivanti dal fondo di sviluppo e coesione e 200 dal fondo di rotazione di cassa", ha precisato il Ministro. "I contratti di filiera – ha concluso - sono strumenti fondamentali per noi che abbiamo bisogna di fare un salto di qualità organizzativo, unendo di più le forze delle filiere agricole e agroalimentari italiane".

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