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Hera-AcegasAps, fusione approvata dalle due assemblee dei soci

La multiutility bolognese ha acquisito per incorporazione la società triestino-padovana che controlla il 62,69% della multiutility del Nordest, quindi lancerà un'offerta pubblica di acquisto e scambio sul resto delle azioni

Sarà operativa dal primo gennaio, ma intanto ieri le due assemblee dei soci, in contemporanea, hanno approvato la fusione di Hera con AcegasAps Holding. La multiutility emiliana ha acquisito per incorporazione la società triestino-padovana che controlla il 62,69% della multiutility del Nordest (AcegasAps spa), quindi lancerà un'offerta pubblica di acquisto e scambio sul resto delle azioni.

UN NUOVO COLOSSO. Unendosi, le due realtà hanno dato vita al secondo gruppo italiano tra le local utilities: un'azienda da circa 4,5 miliardi e due milioni di utenti, che potrà contare su 750 milioni di margine industriale e 140 di utile netto. "Diventeremo il primo operatore italiano per rifiuti trattati, il secondo per volume d'acqua venduto e il terzo nella vendita di gas", ha esultato il presidente di Hera Tomaso Tommasi di Vignano.

QUOTA PUBBLICA SALE, QUOTA SINDACI SCENDE. Approvate anche le modifiche allo statuto, in particolare quella all'articolo 7, nel mirino dei comitati per l'acqua pubblica che temono la perdita di controllo dei soci pubblici sulle politiche della neonata e ingrandita azienda. Paure che Tommasi ha affrontato direttamente, parlando ai soci riuniti al Cnr di Bologna: "C'é una cosa da chiarire: la quota pubblica, con l'operazione di oggi, cresce. Invece a calare può essere la quota di un singolo sindaco, ma è chiaro che il problema in questo caso non è solo aziendale".

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CDA E COMPENSI. Novità anche per il cda che salirà da 18 a 20 membri, ma calerà nuovamente a 15 in un secondo momento. Tommasi ha rivelato che Hera ha avuto nei mesi scorsi più di un corteggiatore: "Non faccio nomi, ma c'erano altre opportunità, alcune anche importanti, però abbiamo dovuto tenere conto che non fossero troppo lontane e comunque aderenti al nostro portafoglio di attività", ha spiegato. La scelta di AcegasAps, infatti, "permette l'entrata in un progetto che salvaguarda la nostra attuale situazione di governance". Dunque, almeno per ora, sono esclusi successivi movimenti: "Un futuro con A2a o Iren? Tutto è possibile, ma in questo momento il mercato del nordest è più consono a operazioni di questo tipo". Non ci saranno tagli ai compensi dei membri del Cda e del manager: "Gli interventi che ritenevamo giusti sono già stati disposti. E poi va garantito che l'azienda sia competitiva e capace di prendere e mantenere le risorse migliori", ha tagliato corto il numero uno di Hera.

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